Emanuela Orlandi
Emanuela Orlandi (websource/archivio)

Dopo anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi, il caso resta ancora avvolto nel mistero. I molti depistaggi e le false notizie hanno portato la Cassazione a chiudere le indagini. Di recente però un nuovo super testimone dice di sapere dove si stata la ragazza dopo la sua scomparsa. 

Emanuela Orlandi scomparve il 22 giugno del 1983. Era figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia. Al momento della sparizione la ragazza aveva solo 15 anni, di lei si persero completamente le tracce. Dopo la denuncia sporta dai famigliari furono numerosissime le segnalazioni riferite alla ragazza, centinaia i testimoni. Informazioni che vennero vagliate tutte dagli inquirenti, i quali comunque non riuscirono a risolvere il caso. False piste e depistaggi portano dopo 33 anni di indagine alla chiusura del caso, rimasto quindi irrisolto. Il caso Orlandi, uno purtroppo dei più tristemente noti alla cronaca, sembra però avere avuto un punto di svolta. Poche settimane fa, infatti, la famiglia della giovane Emanuela ha richiesto che una tomba all’interno delle mura vaticane venga riaperta: al suo interno a loro avviso potrebbero trovarsi i resti dell’allora 15enne. Nei mesi scorsi, peraltro, a seguito delle dichiarazioni di un alto prelato, oggi novantenne, un altro testimone si era fatto avanti dicendo di sapere dove fosse stata Emanuela dopo la scomparsa. L’uomo ha contattato il noto giornalista d’inchiesta Fabrizio Peronaci, dicendo che qualora la Procura dovesse contattarlo, sarà pronto a fare le sue dichiarazioni.

Le dichiarazioni del nuovo testimone: pronto a presentarsi in Procura

Fabrizio Peronaci, noto giornalista d’inchiesta del Corriere della Sera, è stato contattato da un uomo che dice di sapere dove è stata Emanuela Orlandi dopo la sua scomparsa. Questo quanto rivelato dall’uomo: “I monaci benedettini di Sant’Anselmo mi confermarono un breve soggiorno di Emanuela nel loro convento“. Il testimone, del quale non si conosce il nome, ha detto al noto giornalista di essere disponibile a presentarsi in Procura qualora dovessero riaprire le indagini. Disponibilità che aveva confermato anche il prelato, oggi 90enne, che aveva raccontato alcuni particolari del caso. Ad oggi, le indagini sulla scomparsa di Emanuela, e sulla sua presunta morte, sono chiuse: questo è quanto ha stabilito la Corte di Cassazione nel 2016.

L’audio choc: tre voci maschili con accento romanesco

Fra tutte le prove raccolte, oltre alle nuove testimonianze e la richiesta della famiglia di riapertura di una tomba, quella più shoccante resta sicuramente un audio che la famiglia Orlandi ricevette 25 anni fa. La trasmissione Chi l’ha Visto? ha deciso di mandarlo in onda lo scorso 14 settembre, segnalando un inquietante particolare. Nella registrazione è stata rilevata la presenza di tre voci maschili, tre torturatori che sottopongono la giovane vittima, Emanuela secondo la famiglia Orlandi, ad atroci sofferenze. Tuttavia nel nastro le tre voci non sono udibili, mentre nella trascrizione effettuata dei servizi segreti le frasi pronunciate dai tre sono presenti:
A. voce femminile
B. voci maschili

  1. Oddio il sangue, quanto sangue…”
    A. Si lamenta “ahio, ah..”
    B. voci incomprensibili.
    A. “Mi fa male, no! Sto svenendo, sto svenendo
    A. “Ahh…viene…Ahiaa, mi sento male…oddio mi sento male….ahio…che male…dio che male, che male! Dovevo darti quel numero di telefono
    B. Voce maschile romanesca
    A. “Non più
    B. Voce maschile: “No, fatti fare, vogliam travèl
    A. “Oddio, ahio, oddio, perché non la smettete…perché Dio….Dio perché…Oddio“.