Caso Ducati, domani l’udienza decisiva: cosa può succedere a Dovizioso

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L'aletta sulla Ducati di Andrea Dovizioso nel GP del Qatar di MotoGP 2019 (Foto Red Bull)
L’aletta sulla Ducati di Andrea Dovizioso nel GP del Qatar di MotoGP 2019 (Foto Red Bull)

MotoGP | Caso Ducati, domani l’udienza decisiva: cosa può succedere a Dovizioso

Questo weekend i motori della MotoGP tacciono: si riaccenderanno soltanto la prossima settimana, con il Gran Premio d’Argentina in calendario domenica 31 marzo. Eppure, già domani, venerdì 22 marzo, si terrà un appuntamento altrettanto decisivo per le sorti della classifica provvisoria del Motomondiale. Non in pista, bensì nelle aule di tribunale. A Mies, nei dintorni di Ginevra, in Svizzera, nel quartier generale della Federazione motociclistica internazionale, si terrà infatti l’udienza d’appello sull’ormai famigerato caso del “cucchiaio” Ducati.

Sul banco degli imputati la Rossa di Borgo Panigale, che invierà il direttore generale del reparto corse in persona, Gigi Dall’Igna, a difendere la regolarità dell’aletta montata sotto al forcellone della Desmosedici GP. Il ruolo dell’accusa sarà ricoperto dal neo-amministratore delegato di Aprilia, Massimo Rivola, insieme ai team principal della Honda, Alberto Puig, della Suzuki, Davide Brivio, e ai vertici della Ktm, rappresentati dal team manager Mike Leitner e dal dirigente Winfried Kerschhaggi. A decidere le sorti del procedimento saranno tre legali scelti all’interno del collegio della Fim: uno indiano, uno svedese e un finlandese.

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Le carte in tavola nel caso Ducati

Il caso in sé è piuttosto semplice da spiegare: i rivali della Ducati sostengono che l’appendice sotto attacco abbia una funzione aerodinamica, e per questo motivo sia espressamente proibita dal regolamento; il marchio bolognese ribatte invece che è stata studiata solo per proteggere e raffreddare la gomma posteriore. Ciascuna delle due parti in causa ha avuto tempo fino a martedì scorso per fornire tutte le prove in suo favore, dagli studi tecnici fino agli articoli di giornale, che sono stati messi a disposizione dei giudici per esprimere la loro sentenza. L’udienza comincerà alle 11 del mattino e dovrebbe protrarsi per parecchie ore: non è detto nemmeno che il verdetto sia reso noto già in giornata.

Le ipotesi sul caso Ducati

Come possa andare a finire, al momento, resta dunque ancora materia d’ipotesi e di speculazione. L’esito ritenuto più probabile dagli addetti ai lavori, comunque, è che Andrea Dovizioso mantenga la sua vittoria nel Gran Premio del Qatar e i relativi 25 punti. Avrebbe poco senso, infatti, ribaltare il risultato della gara a due settimane di distanza, esponendo ad una figuraccia epocale sia il direttore tecnico della MotoGP Danny Aldridge, che aveva già dato a Losail il via libera all’utilizzo dell’aletta, che l’intero movimento del Motomondiale nel suo complesso. Nell’eventualità in cui si voglia proibire il dispositivo in questione, si potrà semmai chiarificare la relativa regola, in tempo per l’entrata in vigore nel prossimo GP d’Argentina. In caso contrario, c’è da aspettarsi che appendici di questo tipo inizino in fretta a fiorire anche su tutte le moto rivali.

Ma questa controversia, che ha molto poco di sportivo e tantissimo di politico, potrebbe in linea teorica anche andare avanti per molti altri mesi. Chiunque uscirà sconfitto dalla sentenza d’appello avrà infatti la possibilità di chiedere un ulteriore grado di giudizio, quello del Tribunale arbitrale internazionale dello sport di Losanna, la suprema corte per qualsiasi controversia di carattere sportivo. Un’eventualità che non farebbe altro che inasprire ulteriormente i conflitti, in un ambiente che sta diventando già di per sé fin troppo velenoso.

Fabrizio Corgnati