La Formula 1 si prepara alla rivoluzione: ecco il vertice che deciderà tutto

Il presidente della Federazione internazionale dell'automobile, Jean Todt (foto Red Bull)
Il presidente della Federazione internazionale dell’automobile, Jean Todt (foto Red Bull)

F1 | La Formula 1 si prepara alla rivoluzione: ecco il vertice che deciderà tutto

Segnatevi questa data sul calendario: 26 marzo 2019. Martedì prossimo, a Londra, è in programma un summit cruciale del gruppo strategico e della commissione F1, un incontro che dovrebbe gettare le basi per la Formula 1 del futuro. Il tempo, infatti, inizia a stringere. Mancano esattamente due anni al cruciale Mondiale 2021, in cui è previsto il debutto di un regolamento completamente rinnovato, e ad oggi non sono state ancora scritte in versione definitiva né le regole tecniche né quelle sportive. Un bel problema per le squadre, che a breve dovranno iniziare a progettare le loro monoposto, e che per questo motivo hanno bisogno di certezze. Non a caso il codice sportivo internazionale della Federazione internazionale dell’automobile impone che le decisioni in merito vengano prese entro fine giugno, ovvero nei prossimi tre mesi.

È proprio alla luce di queste considerazioni che il vertice di martedì assume una rilevanza fondamentale. In quella occasione i responsabili federali, ma soprattutto le scuderie, avranno per la prima volta la possibilità di discutere e di votare le proposte presentate, ormai quasi un anno fa in Bahrein, dal presidente Fia Jean Todt e da Chase Carey, boss degli organizzatori della Liberty Media. All’epoca vennero rese note solo le linee guida generali delle nuove regole: motori dal regime di rotazione più elevato e dai parametri fissati, abolizione dell’Mgu-H in favore di un ritorno del Kers, ruote da 18 pollici, un cambio unico e addirittura un design aerodinamico rivoluzionario e futuristico.

-> Per restare aggiornato sulle ultime notizie di F1, MotoGP e Superbike CLICCA QUI

In Formula 1 è sempre questione di soldi

Ma è un altro l’aspetto che interessa di più i proprietari dei team: la promessa revisione della distribuzione degli introiti da diritti televisivi. Che, stando a quanto dichiarò Liberty nell’aprile scorso, dovrebbe diventare “più equilibrata”, pur nel rispetto del “valore storico”. Tradotto: la squadra più antica di tutte, la Ferrari, potrebbe mantenere il suo attuale privilegio, che prevede una fetta della torta più ampia delle rivali. Ma è molto probabile che, nel loro complesso, i top team perdano una quota anche sostanziale dei loro incassi, a favore di una maggiore equità di trattamento economico con i loro colleghi più piccoli.

L’intenzione ultima di chi comanda la Formula 1 è quella di arrivare ad un tetto ai budget, per limitare le spese folli delle squadre più grandi, ma soprattutto per consentire a quelle minori di sopravvivere senza svenarsi. Le cifre che circolano parlano di un massimo di 185 milioni nel 2021, che si dovrebbero ulteriormente ridurre a 160 nel 2022 e 135 nel 2023. Inevitabile che le scuderie di fondo griglia siano d’accordo, mentre Ferrari, Mercedes e Red Bull promettono battaglia. Nell’incontro di martedì a Londra si cercherà dunque di ridurre le distanze tra le varie posizioni, per avvicinarsi a quell’accordo finale che al momento sembra ancora molto distante.

Fabrizio Corgnati