Francesca Fioretti, moglie di Astori: “Ho chiesto aiuto ad una psicologa infantile”

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Francesca Fioretti
Francesca Fioretti (foto dal web)

Francesca Fioretti, compagna dell’ex capitano della Fiorentina, Davide Astori, ha concesso in esclusiva un’intervista a Vanity Fair, nella quale parla della vita a seguito del grave lutto.

Francesca Fioretti, compagna del capitano della Fiorentina, Davide Astori scomparso il 4 marzo del 2018, si è raccontata in un’intervista concessa alla redazione del settimanale Vanity Fair. La modella e attrice, che sabato compirà il suo 34° compleanno, ha parlato della sua carriera, della figlia Vittoria, nata nel 2016 e di suo marito, il difensore della Fiorentina morto per una cardiomiopatia aritmogena silente in un albergo di Udine, dove si trovava in ritiro con la squadra per disputare un match di campionato contro l’Udinese.

Le parole strazianti di Francesca Fioretti: “Il destino mi ha rapinato

Francesca Fioretti, moglie del capitano della Fiorentina Davide Astori, scomparso prematuramente il 4 marzo 2018, ha parlato in un’intervista al settimanale Vanity Fair. “Gli amici mi domandano ‘Ma il 4 marzo hai dormito?’ e io penso che per me è 4 marzo ogni giorno. Quattro marzo quando mangio, 4 marzo quando vado a dormire, 4 marzo quando compro un biglietto di treno, organizzo un viaggio e penso che accanto a me Davide non ci sarà più. Mi è caduta addosso una tragedia, una disgrazia così grande da cambiare per sempre la mia prospettiva sulle cose. È stato un anno straziante, difficile e impegnativo. Non credevo di essere così forte“. “Ho dovuto – prosegue l’attrice e modella nata a Maddaloni (Caserta)- tirare fuori un’energia e un coraggio che non sapevo neanche di avere. Prima che Davide se ne andasse ero soltanto Frà, una ragazza della mia età. Più spensierata che matura. Poi il destino mi ha rapinato. Con un furto mi ha rubato all’improvviso tutto quel che avevo e sono diventata Francesca. Una donna che affronta sfide che non pensava di riuscire a superare“. La Fioretti continua affermando che parlare al passato di Davide è impossibile, un dolore lancinante: “Penso spesso a come si sarebbe comportato lui al mio posto, a come avrebbe fatto con il suo lavoro, al suo possibile addio al calcio. Forse avrebbe fatto il padre a tempo pieno perché con Vittoria era bravissimo. Ognuno attraversa il dolore a modo proprio, ma non c’è un modo giusto per farlo. All’inizio, avevo paura di tutto. Per molti mesi non ho acceso la tv né ho dormito nella nostra stanza. Mi facevo accompagnare in bagno per lavarmi i denti, temevo di non essere più in grado di gestire mia figlia, ero terrorizzata dall’idea di volerle meno bene. Mi ha aiutato una psicologa infantile. Ci sono andata subito, il giorno dopo la morte di Davide. Ero in confusione totale. Lei mi ha aiutato a capire che il 4 marzo era finita un’intera esistenza e che avrei dovuto cominciarne una completamente nuova. Lei mi ha detto ‘Se ti fa stare bene manda via tutti’. Le ho dato retta. Ho rassicurato parenti e amici, li ho fatti andare a casa, mi sono isolata e tornando a fare le cose di sempre, lentamente, ho ricostruito la mia stabilità“.

L’argomento dell’intervista si sposta poi sulla carriera di Francesca: “Studiavo danza classica– riporta il sito del settimanale Vanity Fairmi ha dato disciplina, rigore, senso di responsabilità e costanza nel coltivare una passione, ma era quasi un hobby e anche se mi è piaciuto tantissimo, non ho mai voluto fare veramente la ballerina. Di sicuro non speravo di arrivare alla Scala. Da giovanissima ho partecipato anche al Grande Fratello, volevo essere economicamente indipendente e anche se non sapevo neanche cosa fosse una bolletta, mi sono trovata a giocare e ho giocato. Se all’epoca dei miei vent’anni avessi saputo quanto aspiravo a recitare avrei provato a iscrivermi al Centro Sperimentale di Cinematografia”. L’attrice sarà in scena con uno spettacolo a Milano: “Dentro c’è molto della mia vicenda personale”.

Francesca Fioretti risponde poi ad una domanda dai caratteri molto personali: “Ho poco più di trent’anni e anche se a volte penso che innamorarsi di nuovo sia impossibile, mi auguro ancora di scoprire posti nuovi, ridere e uscire a cena con gli amici. Davide lo incontrai così, per caso, in un locale di Milano in cui non avremmo dovuto essere né io né lui. Mi dissero: ‘È un calciatore del Cagliari’, e io a stento sapevo chi fossero Totti e Maradona. Si fece dare il mio numero. Iniziò a scrivermi. Cercavamo serenità e l’abbiamo trovata insieme. È arrivato nel momento giusto, Davide. Se lo avessi incontrato più giovane, quando sei irrequieta e insegui solo l’amore che provoca tormenti e sofferenza, non avrebbe funzionato. Anche se ormai ho smesso di chiedermi perché sia successo proprio a noi e so che non ci sono risposte, mi consolo pensando che eravamo felici. Non avevamo litigato. Non vedevamo l’ora di rivederci. Dopo quella ca*** di partita ogni cosa avrebbe ripreso il suo corso“.

Francesca Fioretti chiude l’intervista rispondendo ad un’ultima domanda: “Mi domanda se ci provano? E chi si accollerebbe ’sto problema? È difficile avvicinarsi a una come me, penso di spaventare e guardo le cose con più disincanto di ieri. Si è affacciato il cinismo. Un anno fa non sapevo neanche cosa fosse”.