Robert Kubica (©Getty Images)

F1 | Robert Kubica: “Non mi pento di essere tornato”

Sono passati mesi da quando Jacques Villeneuve si era scagliato contro di lui per la sua pretesa di rientrare nel Circus “dopo aver già avuto una chance in passato e non essere stato in grado di sfruttarla”. Affermazioni tranchant  a cui avevano fatto seguito quelle non meno aspre del ferrarista Sebastian Vettel che avrebbe preferito veder promuovere un giovane anziché rimettere in pista una minestra riscaldata.

Chissà, forse i due campioni del mondo avevano ragione, o forse no. Dati alla mano il rientro di Robert Kubica in F1 si è dimostrato finora un disastro. Poco competitivo durante i test del Montmelo, ancora meno nel weekend di gara dell’Australia, dove praticamente è sparito anche nel confronto diretto con il suo collega di box, il debuttante George Russell. A suo favore però due elementi potrebbero servirgli da scusante: il fatto che l’ultima volta che ha disputato una corsa nella massima serie le auto erano piuttosto diverse, e lo stato allarmante della Williams FW42, che ad oggi è una monoposto da fondo gruppo come lo poteva essere la Marussia.

Ultimo a 3 giri dal vincitore Bottas all’Albert Park, il 34enne di Cracovia resta convinto di quanto fatto. “Non mi sono pentito di essere tornato“, ha affermato all’Iltalehti. “L’anno scorso prima di firmare il contratto ci ho pensato più di sei settimane. Sapevo che sarebbe stato complicato, anche se mai mi sarei immaginato di arrivare al primo round tanto impreparato“.

Per me quelli di Barcellona sono stati i giorni più importanti degli ultimi otto anni. In qualche maniera sul circuito australiano sono riuscito a gestire le criticità che si sono presentate e cercherà di farlo nei prossimi appuntamenti del Bahrain e più avanti. Non sono una persona emotiva, ma quando domenica ho tagliato il traguardo mi sono reso conto di aver raggiunto qualcosa di significativo“, ha proseguito nella sua riflessione. “Appena due anni fa nessuno avrebbe creduto in un mio comeback nelle competizioni. Ora posso tornare a casa felice“.

Chiara Rainis