Mattia Binotto al Gran Premio d'Australia di F1 2019 (Foto Ferrari)
Mattia Binotto al Gran Premio d’Australia di F1 2019 (Foto Ferrari)

F1 | Ferrari sincera: Binotto confessa gli errori commessi in Australia

Abbiamo sommerso la Ferrari di critiche, evidentemente meritate alla luce del suo deludente risultato nel Gran Premio d’Australia. La Scuderia, nell’arco di tutto il weekend, non è stata capace di trovare l’assetto ideale, per adattare il buon pacchetto di base della SF90 alle peculiari caratteristiche dell’anomalo circuito di Melbourne, e proprio da questo svarione tecnico è nata la batosta rifilatale in gara dalla Mercedes. Eppure, almeno per un aspetto il gruppo guidato da Mattia Binotto si merita gli applausi: per la sincerità con la quale ha ammesso i propri errori.

Intendiamoci, di fronte ad una sconfitta così rotonda non si potevano accampare scuse di sorta, ma il neo-team principal ha avuto la trasparenza e la signorilità di non cercarle nemmeno. Si è presentato di fronte alle telecamere delle televisioni e ai taccuini dei giornalisti e ha semplicemente detto la verità: “Siamo stati troppo lenti e non abbiamo capito il perché”. In un mondo fatto di pretattiche, trucchi psicologici, giochi di specchi e giochi a nascondino, assistere finalmente ad un capo che, persino in un momento così difficile, ci mette la faccia e si prende le proprie responsabilità è davvero un bel segnale. Binotto ha una mentalità da ingegnere, non da politico, e proprio domenica ha dimostrato quanto sia autentica la rivoluzione umana che ha introdotto da quando è stato promosso al vertice di Maranello.

-> Per restare aggiornato sulle ultime notizie di F1, MotoGP e Superbike CLICCA QUI

Ferrari, sbagliando s’impara

Era fin troppo facile invocare serenità e buonumore all’interno della squadra durante i test pre-campionato, quando tutto andava bene. La gestione Binotto sarebbe stata messa alla prova del fuoco solo quando si fossero presentati i primi problemi, e purtroppo questa circostanza si è verificata già in coincidenza dell’esordio stagionale. Eppure il boss non ha smarrito la sua calma e la sua lucidità prettamente elvetiche, non si è abbandonato all’allarmismo o alla frenetica caccia di un colpevole, ma ha semplicemente dipinto un quadro realistico e oggettivo della situazione. Le risposte secche, infastidite e sarcastiche a cui eravamo abituati da parte dei precedenti team principal del Cavallino rampante hanno lasciato il posto ad una totale apertura nei confronti della stampa (e, quindi, dei tifosi) di cui non possiamo che essere contenti.

Questo stesso approccio misurato e coerente, Binotto lo ha mostrato quando si è trattato di valutare la prima uscita da pilota Ferrari di Charles Leclerc: ha riconosciuto che il giovane monegasco non ha azzeccato tutte le sue mosse, ma nel complesso si è anche complimentato pubblicamente con lui per la sua prestazione. Riuscendo così in un colpo solo a stimolare il baby fenomeno a far meglio in futuro, ma allo stesso tempo a fargli avvertire concretamente la fiducia e il sostegno della squadra. Questo nuovo corso dal punto di vista umano e comunicativo è proprio quello di cui aveva bisogno la Rossa, che in passato ha pagato a caro prezzo la pressione instillata nell’ambiente, sia dall’esterno che dal suo interno. Perché se lasciarsi prendere dal panico è la reazione peggiore per una squadra, accettare ed elaborare gli errori è invece il modo migliore per imparare la lezione e non ripeterli mai più.

Fabrizio Corgnati