Caso Roberta Ragusa: “Se fino a oggi ero stato prudente, ora non ho più dubbi”

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Roberta Ragusa
Roberta Ragusa (foto dal web)

Il giornalista Carmelo Abbate, ospite fisso della trasmissione di Rete 4 Quarto Grado, è tornato a parlare della scomparsa della 44enne Roberta Ragusa, di cui si sono perse le tracce nel gennaio 2012. Il giornalista ha espresso il proprio punto di vista sulla vicenda con un lungo post pubblicato su Facebook.

Torna a far parlare il caso della scomparsa di Roberta Ragusa, la 44enne di Gello, frazione del comune di San Giuliano Terme (Pisa) di cui si sono perse le tracce la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012. Per l’omicidio della donna è stato condannato sia in primo che in secondo grado il marito di Roberta Antonio Logli a 20 anni di reclusione con l’accusa di omicidio volontario e distruzione di cadavere. L’udienza in Corte di Cassazione è stata fissata nelle scorse settimane per mercoledì 10 luglio. Sul caso è tornato a parlare il giornalista Carmelo Abbate, il quale sulla propria pagina Facebook ha pubblicato un lungo post in cui esprime il suo personale giudizio sulla vicenda.

Caso Roberta Ragusa, Carmelo Abbate: “Antonio Logli non può aver fatto quello di cui l’accusano i giudici

La notte tra 13 e il 14 gennaio 2012 a Gello, frazione del comune di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa, scompare nel nulla la 44enne Roberta Ragusa. Il caso occupa tutte le pagine dei quotidiani e l’attenzione degli inquirenti dopo poco tempo si sposta sul marito della donna Antonio Logli che aveva intrapreso una relazione con Sara Calzolaio, la baby sitter di famiglia. A quasi quattro anni di distanza dalla sera della scomparsa il Tribunale di Pisa con l’accusa di omicidio volontario e distruzione di cadavere condanna Logli a 20 anni di reclusione, pena poi confermata dalla Corte d’Assise d’appello di Firenze. Il terzo capitolo giudiziario si svolgerà mercoledì 10 luglio quando il caso passerà al vaglio dei giudici della Corte di Cassazione che dovranno esprimersi sulla vicenda. In merito ha parlato nuovamente il giornalista Carmelo Abbate, che ha voluto esprimere il suo punto di vista pubblicando un lungo post sulla propria pagina Facebook. Abbate sul social network spiega: “Fino ad oggi con la sua vicenda giudiziaria sono stato prudente, non sono mai andato oltre il principio giuridico per il quale nessuno dovrebbe essere condannato se non in presenza di una prova certa oltre ogni ragionevole dubbio. Ho sempre detto che non avrei messo la mano sul fuoco sulla sua innocenza, ma che per nessuna ragione al mondo lo avrei condannato, perché nelle sentenze non è provato ‘oltre ogni ragionevole dubbio’ il fatto che abbia ucciso la moglie Roberta Ragusa. Tutto questo fino a pochi giorni fa, quando ho deciso di fare uno sforzo ulteriore, mi sono messo in macchina e sono andato a casa sua, a San Giuliano Terme“. Il giornalista ospite fisso della trasmissione di Rete 4 Quarto Grado prosegue ammettendo: “Prima di partire mi sono riletto le carte, ho evidenziato e isolato la dinamica sui fatti di quella sera descritta dalla procura e fatta propria dai giudici. Una dinamica che inizia in casa e finisce in via Gigli, dove un testimone con tutti i crismi dell’inattendibilità, Loris Gozi, ‘deduce’ di averlo visto. Sono entrato in casa Logli, sono partito dal pianerottolo dove sarebbe avvenuta la lite, e ho ripercorso tutta la dinamica descritta dagli inquirenti, passando dalla campagna fino ad arrivare in via Gigli. Morale, se fino a oggi ero stato prudente, ora non ho più dubbi: Antonio Logli non può aver fatto quello di cui l’accusano i giudici. Io non so cosa sia successo quella notte, non c’ero. Ma le cose non possono essere andate come c’è scritto nelle carte. La dinamica ipotizzata dai giudici è inverosimile, ai limiti dell’impossibile. E questa per me da oggi è una certezza“. Infine Abbate conclude il suo lungo post su Facebook, pubblicato anche su Twitter ed Instagram, scrivendo: “Chiarito questo passaggio, sono tornato in casa Logli e mi sono seduto a pranzo con Antonio, il figlio Daniele che manda avanti l’autoscuola ed è molto più maturo di tanti ragazzi della sua età, la figlia che sta per compiere 18 anni, che ho abbracciato e riabbracciato più volte ai limiti della molestia, per la dolcezza, per il carattere, e per il modo in cui protegge il suo papà, quasi lega fisicamente a sé contro chi vorrebbe portarglielo via, e la compagna Sara, che dentro quella casa ama e viene amata con eguale intensità da tutti i componenti“.

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Lui è Antonio Logli. Fino a oggi con la sua vicenda giudiziaria sono stato prudente, non sono mai andato oltre il…

Pubblicato da Carmelo Abbate su Domenica 17 marzo 2019