Violenza
(foto dal web)

È iniziato il processo contro il nonno, un 60enne sudamericano, accusato di aver abusato sessualmente di due nipotine, due cuginette. Dalle testimonianze della due vittime è emerso che erano costrette a vivere in una casa “a luci rosse”

Ieri si è svolta a Busto Arsizio, in provincia di Varese, la prima udienza del processo nei confronti di un uomo di 60 anni accusato di aver violentato due nipotine. Le due piccole bambine, due cuginette, secondo quanto riportato dalla redazione de La Prealpina, oltre agli abusi sessuali erano costretta a vivere in una casa “a luci rosse”, dove tutta la famiglia aveva rapporti sessuali anche davanti ai loro occhi. A far emergere la vicenda è stata l’educatrice di un centro frequentato dalle due bambine che aveva chiesto loro spiegazioni dopo notato comportamenti strani da parte delle piccole.

Inizia il processo contro il nonno accusato di aver abusato di due nipotine

Si è aperto il processo a carico di un 60enne sudamericano accusato di abusi sessuali su due nipotine. Data l’età delle piccole vittime, come racconta il quotidiano la Prealpina, il processo si è svolto a porte chiuse presso il tribunale di Busto Arsizio (Varese). Secondo la ricostruzione dei fatti effettuata durante le indagini, le due cuginette che all’epoca avevano otto anni avevano subito delle violenze sessuali da parte del nonno che le portava sul letto matrimoniale per costringerle a toccare i suoi genitali. Inoltre, le due vittime erano costrette a vivere in una casa “a luci rosse”, dove si consumavano rapporti sessuali tra i familiari senza nessuna forma di tutela nei confronti delle bambine che assistevano. A dimostrare tali circostanze anche i video pornografici trovati sui tablet e gli smartphone delle madri delle bambine e di altri parenti. A far emergere la vicenda dai tratti sconcertati è stata l’educatrice del centro frequentato dalle due piccole. L’educatrice aveva chiesto alle bambine spiegazioni in merito ai loro comportamenti e al loro linguaggio troppo esplicito. Le due vittime hanno così raccontato quanto accadeva in casa, racconto considerato attendibile dagli inquirenti. Nel processo l’unico imputato è il nonno delle due cuginette, ma il pubblico ministero Maria Cristina Ria inizialmente aveva accusato tutta la famiglia.