Sebastian Vettel (Foto Ferrari)
Sebastian Vettel (Foto Ferrari)

F1 | Vettel in bilico: o vince o addio Ferrari. E si pensa già al sostituto…

Nel Mondiale di Formula 1 2019 che si appresta a prendere il via questo weekend con il Gran Premio d’Australia, la posta in palio per Sebastian Vettel è più alta che mai. Non si gioca solamente il titolo iridato, la sfida con Lewis Hamilton, la reputazione di pilota finora capace di salire sul tetto del mondo soltanto con la dominante Red Bull. Ma addirittura, e ci verrebbe da dire soprattutto, il suo posto in Ferrari.

Nella passata stagione, infatti, proprio i suoi troppi errori di guida e le sue fragilità psicologiche sono stati due fattori determinanti nella sconfitta patita nei confronti dell’asso della Mercedes. Una questione che non è certamente passata inosservata né ai vertici di Maranello, né tantomeno ai tifosi ferraristi che sembrano essersi un po’ disamorati di lui. Stavolta la competitiva SF90 che si ritrova per le mani gli concederà una seconda chance, una preziosa opportunità di riscatto. Ma sarà anche l’ultima.

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Vettel e la Ferrari ai titoli di coda?

Se le cose non dovessero girare per il verso giusto, se Seb non dovesse mostrare di aver imparato le pesanti lezioni dell’anno scorso, se i suoi limiti mentali dovessero palesarsi di nuovo, allora il credito di fiducia nei suoi confronti si esaurirebbe davvero. La luna di miele tra la Ferrari e Vettel, chiamato a rivestire i panni dell’uomo della provvidenza, del campione che avrebbe salvato la Rossa, dell’erede tedesco che avrebbe raccolto il testimone del suo mitico connazionale Michael Schumacher, riportando il Cavallino rampante ai fasti e alle vittorie della sua epoca d’oro, si potrebbe ritenere definitivamente conclusa. Con conseguenze da non sottovalutare.

Il nuovo team principal Mattia Binotto è ben consapevole dell’importanza di mettere a proprio agio il suo capitano, di farlo sentire amato e sostenuto, e non a caso ha ribadito fino allo sfinimento durante il pre-campionato che sarà lui la prima guida indiscussa della Scuderia, il cavallo su cui puntare per il titolo mondiale. Ma tra gli osservatori c’è chi pensa che, al di là delle dichiarazioni di facciata, in realtà il quattro volte iridato si ritroverà sotto la lente d’ingrandimento fin dall’esordio stagionale, e dovrà dimostrare di saper fornire prestazioni all’altezza delle aspettative già nei primi Gran Premi. Lo scrive nero su bianco il Corriere dello Sport di oggi: “Se Sebastian inciampasse più di una volta, diciamo prima del GP di Spagna, che a maggio tradizionalmente chiude la fase di avvio del campionato, e Leclerc mostrasse velocità, solidità e costanza di rendimento, ecco, la Ferrari non sceglierebbe l’accanimento terapeutico nei confronti del pilota in difficoltà e punterebbe sull’altro”. Come a dire che l’investitura di caposquadra concessa a Vettel è in effetti a tempo: se non convincerà fin da subito, le gerarchie potrebbero cambiare anche a campionato in corso. “A quel punto Sebastian alla Ferrari non avrebbe alcun senso per nessuno: in quel caso le parti si saluterebbero a fine anno, con una stagione di anticipo sulla scadenza contrattuale (fine 2020)”, conclude il quotidiano sportivo.

E alla fine arriva Hamilton

Il trionfo o il divorzio: questo è dunque il bivio della carriera che il fuoriclasse teutonico si trova davanti alla partenza di questa F1 2019. E la Ferrari, come ogni grande squadra che si rispetti, pur mantenendo (per ora) la fiducia nei confronti del suo pupillo, si sta già cautelando con lo studio di un piano B. Sì, perché se Vettel dovesse davvero lasciare Maranello, è chiaro che ritrovarsi in squadra il solo baby fenomeno Leclerc a quel punto potrebbe non essere più sufficiente. E potrebbe riaffacciarsi all’orizzonte un’altra suggestione di mercato già diverse volte evocata negli anni passati: “Non sarebbe bello vedere Hamilton pilota della Ferrari?”, si chiede David Croft, esperto di F1 per la versione inglese di Sky Sport. “Potrebbe succedere, perciò non escludetelo. Sono sicuro che anche Lewis ci abbia pensato, almeno un paio di volte. Se la Ferrari avesse una macchina in grado di lottare per il campionato del mondo, penso che possa accadere”. Stiamo correndo troppo? Stiamo solo facendo fantamercato? Forse sì. Ma se nel paddock della Formula 1, tra giornalisti ed addetti ai lavori, queste voci hanno già cominciato a circolare, un motivo dopotutto ci sarà.

Fabrizio Corgnati