Paolo Ciabatti ds Ducati
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MotoGP, Paolo Ciabatti: “I dubbi andavano chiariti prima”

Ducati non ha nessun timore della sentenza della Corte di Appello di Ginevra. D’altronde con il reparto e i cervelloni aerodinamici a disposizione un’alternativa è già pronta. Ma i vertici di Borgo Panigale sostengono di essere dalla parte della ragione sul deflettore montato sul forcellone posteriore e additato come irregolare da Aprilia, Honda, KTM e Suzuki

L’unico problema è che non si sa quando la Corte d’Appello di Ginevra si riunirà, e dunque se emetterà o meno il suo verdetto prima del prossimo GP in Argentina, il 31 marzo. Il direttore sportivo Paolo Ciabatti, intervenuto a radio 24, ha ribadito quanto spiegato già nel concitato dopo gara a Losail: “Abbiamo montato questo particolare previsto dal regolamento, o meglio da una circolare esplicativa inviata a tutti i costruttori il 2 marzo dal direttore tecnico, Danny Aldridge. E l’abbiamo ovviamente realizzato in linea coi dettami di questa circolare. L’abbiamo anche mostrato allo stesso direttore tecnico”.

La reprimenda di Ciabatti

Fare appello alla Corte significa non avere fiducia nell’operato della Federazione, sebbene secondo gli accusatori Danny Aldridge non avesse i mezzi tecnici per dare una giusta valutazione. “Se avessero fatto presente prima che avevano dei dubbi, questi dubbi si sarebbero chiariti nelle sedi opportune – ha proseguito Paolo Ciabatti -. Ribadisco che questa famosa circolare è del 2 marzo, quindi c’era tutto il tempo, volendo, per sollevare problemi e eccezioni. Noi ci saremmo adeguati. Ma nel momento in cui la persona deputata dal regolamento della Fim dice che la soluzione tecnica è conforme al regolamento, e lo dice alla Ducati, la Ducati la usa e non capisco perché non avrebbe dovuto farlo solo perché un altro costruttore non è d’accordo”.

In campo aerodinamico Ducati si è sempre mostrata all’avanguardia. Del resto era una delle poche armi per una ‘piccola’ azienda per rivaleggiare contro i grandi colossi giapponesi. Prima con le winglets, vietate per questioni di sicurezza, poi con carene alari. “Riteniamo di essere stati pionieri in una serie di aspetti di sviluppo trascurati da altri costruttori. Abbiamo sempre fatto qualcosa di innovativo, ma d’altronde per provare a battere colossi come Honda, Yamaha e Suzuki, un’azienda delle nostre dimensione deve usare il genio e l’invettiva. All’interno del regolamento”. A quanto pare Ducati, però, ha fatto un passo indietro e ammesso che quello splitter potrebbe avere funzione aerodinamica…