Violenza
(foto dal web)

Arrestato e posto ai domiciliari il titolare di un negozio di Parma accusato di aver violentato una bambina di 8 anni nel bagno della sua attività commerciale. Le indagini sono partite a dicembre dopo la denuncia della madre.

I Carabinieri di Parma hanno ammanettato un nigeriano di 36 anni accusato di aver abusato sessualmente di una bambina di soli 8 anni. L’uomo, secondo la ricostruzione effettuata dagli inquirenti che hanno svolto le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Parma, avrebbe violentato la bambina all’interno del bagno del suo negozio. Ora il nigeriano residente a Parma e sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, dovrà rispondere di violenza sessuale su minore.

Violentava bimba di 8 anni in un negozio: arrestato un nigeriano 36enne

Orribile quanto emerso dalle indagini effettuate dai Carabinieri di Parma, coordinate dalla Procura della Repubblica del centro emiliano guidata da Alfonso D’Avino. Un nigeriano di 36 anni residente a Parma, secondo da quanto emerso, avrebbe abusato sessualmente di una bambina di 8 anni sua connazionale all’interno del bagno del suo negozio situato nel quartiere Oltretorrente. Le indagini sono partite lo scorso dicembre dopo la denuncia della madre della figlia, la quale le avrebbe rivelato quanto accaduto in maniera definita dagli inquirenti “inequivocabile”. La donna, che conosceva per motivi di lavoro il titolare del negozio, frequentava spesso la zona e l’esercizio commerciale, ma una volta ascoltato il racconto della figlia è corsa ai carabinieri. Le indagini dei militari dell’Arma hanno portato all’arresto del 36enne nigeriano che adesso è stato sottoposto agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale su minore. Secondo la ricostruzione gli abusi sarebbero avvenuti in tre distinte occasioni nel bagno del negozio e l’uomo aveva minacciato la bimba di non riferire quanto accaduto. Il racconto della piccola vittima è stato ritenuto attendibile e il Gip ha condiviso l’impostazione della Procura. Le violenze sarebbero state compiute, approfittando del rapporto instaurato con la bambina e: “improvvisamente all’insaputa della minore, in modo da poterne prevenire la manifestazione di dissenso e comunque ha continuato a compiere atti sessuali anche a fronte del dissenso manifestato dalla bambina“.

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