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(Getty Images)

A Flavio Angelinetta, operaio di Dongo (Como), era stato diagnosticato un tumore al fegato che i medici avevano definito “Inoperabile” dando all’uomo solo tre mesi di vita. Grazie alla forza di volontà della moglie e all’intervento del professore Andrea Risaliti, Flavio è stato operato ed è ancora vivo.

Ad un operaio di Dongo (Como) era stato diagnosticato nove mesi fa un tumore al fegato che i medici di Milano avevano definito “inoperabile” sostenendo che l’uomo avesse tre mesi di vita da quel momento. Sono passati nove mesi e Flavio Angelinetta, l’operaio malato di tumore, è ancora in vita grazie anche alla forza della moglie Adria che non si è mai rassegnata a quella spaventosa diagnosi. Adria si è subito messa alla ricerca di una cura e di specialisti che potessero aiutare il marito a rimanere in vita. La donna, come raccontato alla redazione de Il Messaggero Veneto, dopo le diagnosi dell’Istituto nazionale tumori di Milano e successivamente della clinica Humanitas di Rozzano, è venuta a conoscenza del professor Andrea Risaliti, il quale dopo essere stato contattato da Adria, insieme all’equipe di medici dell‘ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, ha operato Flavio salvandogli la vita.

Flavio è stato dimesso l’8 settembre e può essere sottoposto a trapianto

Un male incurabile, un tumore al fegato definito “inoperabile” con una speranza di vita di soli tre mesi. Questa è la terribile diagnosi che ha ricevuto dai medici milanesi, prima dell’Istituto nazionale tumori di Milano ed in seguito della clinica di Rozzano Humanitas, Flavio Angelinetta, un operaio 58enne residente a Dongo, comune in provincia di Como. Nonostante la terribile diagnosi, la moglie Adria non si è mai arresa e si è subito messa alla ricerca di una possibile cura su internet, venendo a conoscenza del professor Andrea Risaliti, direttore della clinica chirurgica dell‘ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. Raggiunta la struttura ospedaliera, il professor Risaliti e la sua equipe di medici, sono riusciti ad operare Flavio seguendo una terapia a tappe. L’8 settembre l’operaio è stato poi dimesso con lo status di “trapiantabilità”. La donna ha voluto raccontare la vicenda alla redazione de Il Messaggero Veneto spiegando: “Pensi che abbiamo conosciuto il professor Risaliti grazie a un filmato di You Tube. Dopo quello che ci era stato detto all’Istituto nazionale tumori di Milano e poi anche alla clinica Humanitas di Rozzano, due eccellenze nel settore, invece di darmi per vinta, ho cominciato a scandagliare il web. Non potevo e non volevo credere che non ci fosse davvero più niente da fare. Mi definirono una ‘spregiudicata’, affermando che non sapevo a cosa andavo incontro“.