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Il conducente di un veicolo con un tasso alcolemico superiore a 1,5 gr/l può essere soggetto di revoca immediata della patente.

A confermarlo è la sentenza 10038/2019 della Corte di Cassazione secondo articolo 186, comma 2, lettera c del Codice della Strada. Questa sentenza ha avuto luogo a seguito di un ricorso da parte della difesa di un imputato la quale richiedeva l’annullamento della condanna emessa dal Tribunale di primo grado. Secondo la difesa, se l’imputato si fosse rifiutato di sottoporsi all’alcol test avrebbe ricevuto solamente una sospensione della patente, come previsto dal comma 7 dell’articolo 186.

Nella fattispecie la revoca della patente può essere emessa solo se il conducente che è stato sorpreso alla guida in stato di ebrezza con un tasso alcolemico superiore a 1,5 gr/l per la seconda volta nell’arco di due anni. Sembra quindi che, in questi casi, sia “meglio” decidere di non sottoporsi al test per non incorrere nella revoca immediata della patente di guida; tuttavia, la sospensione della patente in caso di rifiuto al test delle forze dell’ordine è solamente una sanzione accessoria e a questa si aggiunge un’ammenda che va dai 1.500 euro ai 6.000 euro, detenzione da 6 mesi ad un anno e confisca del veicolo.