Al Bano finisce in Black List: minaccia per la sicurezza nazionale – VIDEO

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Il famoso cantante pugliese Al Bano è stato inserito dall’Ucraina nella lista nera che contiene i  147 soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza nazionale.

Il noto cantante Albano Carrisi, meglio conosciuto come Al Bano è stato inserito dall’Ucraina nella dei soggetti pericolosi per la sicurezza nazionale. Il cantante di Cellino San Marco sarebbe, dunque, considerato una minaccia per lo stato dell’Est Europa. La decisione, secondo quanto riportato dall’agenzia di informazione russa Interfax e dalla stampa locale, è arrivata durante la compilazione e l’aggiornamento della black list effettuata dal ministero della Cultura ucraino in base alle richieste del Consiglio di Sicurezza e Difesa nazionale dell’Ucraina, dei servizi di sicurezza ucraini e del Consiglio della Tv e Radio nazionali.

Al Bano tra i 147 soggetti inseriti nella black list ucraina

Il ministero della Cultura ucraino ha compilato, a seguito delle richieste del Consiglio di Sicurezza e Difesa nazionale dell’Ucraina, dei servizi di sicurezza ucraini e del Consiglio della Tv e Radio nazionali, la lista nera dei soggetti considerati pericolosi per la sicurezza nazionale. All’interno della black list, secondo quanto riferito dall’agenzia Interfax, ci sarebbero 147 persone e tra queste anche il cantante pugliese Al Bano. Al Bano Carrisi, nel corso della sua lunga carriera ha tenuto numerosi concerti nell’Est Europa, in quella che prima era denominata Unione Sovietica, ma adesso in Ucraina è considerato pericoloso per la sicurezza nazionale. I motivi, secondo le prime indiscrezioni, sarebbero da ricondursi ai vari apprezzamenti fatti, anche pubblicamente, dal cantante pugliese al presidente russo Vladimir Putin e alla Russia stessa, la quale è considerata dall’Ucraina dal 2014  paese occupante a seguito dell’annessione della penisola della Crimea. Su Putin, in una recente intervista concessa alla redazione de Il Corriere della Sera, Al Bano aveva dichiarato: “Sono stato l’unico cantante straniero ad esibirmi ai 100 anni del Kgb alla presenza di Putin che sostengo da tempi non sospetti. È un grande. Ha un senso religioso della vita. Ha il pugno di ferro e non ci vedo nulla di male. Ormai lo usano molti, a partire da Trump ma anche da noi. Capisco che nei casi di ‘mors tua vita mea’ ci voglia anche quello“.