Valentino Rossi sulla Yamaha nel Gran Premio del Qatar di MotoGP 2019 (Foto Yamaha)
Valentino Rossi sulla Yamaha nel Gran Premio del Qatar di MotoGP 2019 (Foto Yamaha)

MotoGP | Valentino Rossi fa l’ennesimo miracolo (e salva il disastro Yamaha)

E dire che ormai ci dovremmo essere abituati. Guai a dare per vinto Valentino Rossi, perché è proprio quando il gioco si fa duro che un duro come lui comincia a giocare. Anche a quarant’anni suonati, anche all’inizio della sua ventiquattresima stagione nel Motomondiale, il Dottore ha ricordato una volta di più a tutti noi, se mai ce ne fosse stato bisogno, di possedere quel tocco magico, quel miracolo della domenica, quel dono ineguagliabile di ribaltare in gara perfino i weekend che si erano messi nel peggiore dei modi.

E difficilmente un fine settimana si sarebbe potuto mettere peggio di quello inaugurale della MotoGP 2019, in Qatar, per Valentino Rossi. Lontanissimo nelle prove libere, fuori dalla fase finale delle qualifiche, quattordicesimo sulla griglia di partenza, lentissimo in tutte le condizioni di pista. Sarebbe stato un disastro irrecuperabile per chiunque, tranne che per il fenomeno di Tavullia. Che, dopo aver agganciato la coda del gruppetto di testa nelle prime fasi, sul finale ha iniziato la sua lenta ma inesorabile rimonta a suon di sorpassi. Come tanti birilli ha abbattuto uno dopo l’altro prima il suo compagno di squadra Maverick Vinales (al giro 16), poi Joan Mir (al giro 17) e infine Danilo Petrucci (al giro 20). Alla bandiera a scacchi, il numero 46 ha tagliato il traguardo quinto, a poco più di mezzo secondo di distacco dal vincitore Andrea Dovizioso.

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Questa Yamaha ancora non va

Un risultato impronosticabile dalla maggior parte degli osservatori, che però non può e non deve mascherare la complessiva debacle tecnica della Yamaha. Valentino Rossi ben è stato infatti l’unico a fare davvero la differenza, ma tutti i suoi compagni di marca hanno sofferto più di lui. Fabio Quartararo è rimasto piantato sullo schieramento ed ha dovuto prendere il via dai box, chiudendo sedicesimo; Franco Morbidelli non ha fatto meglio dell’undicesima piazza. E perfino Vinales, che con la pole position di ieri si era inserito di prepotenza tra i candidati per la vittoria, ha sbagliato la partenza e non è riuscito a tenere il passo dei migliori, arrivando mestamente alla fine in settima posizione. Un risultato che rappresenta l’ennesima batosta psicologica per Top Gun, anche in questa occasione annichilito dal suo più vecchio vicino di box, ma più per colpe tecniche che di guida.

È proprio la Yamaha, infatti, ad uscire più pesantemente sconfitta da questo Gran Premio del Qatar che ha aperto la stagione 2019. Se i test MotoGP pre-campionato avevano illuso che la M1 fosse finalmente riuscita ad imboccare la giusta strada di sviluppo, per uscire dal lungo tunnel buio in cui giaceva ormai da due anni a questa parte, la prima corsa l’ha invece bruscamente risvegliata dai suoi sogni di gloria. Facendola riscoprire ancora ben distante dalle rivali Ducati e Honda e perfino dietro alla Suzuki. Gli ingegneri di Iwata devono fare di più. Perché non si può contare sempre e solo sui miracoli di Valentino Rossi.

Fabrizio Corgnati