Yaroslav Oleinikov ed Anna Zubko con i due figli
Yaroslav Oleinikov ed Anna Zubko con i due figli (foto dal web)

Una giovane donna russa di 27 anni si è lasciata morire a seguito dell’omicidio della figlia di sei anni, prima violentata e poi uccisa dal marito. La 27enne dopo aver contratto un raffreddore ha deciso di non curarsi.

Una tragedia ha sconvolto la comunità di una cittadina della Russia. Anna Zubko, una giovane 27enne si è lasciata morire dopo aver visto la propria famiglia sgretolarsi. La donna, sei mesi fa, aveva perso la figlia di sei anni, Veronika, strangolata ed uccisa dal marito il quale aveva anche abusato della piccola. L’uomo si trova detenuto in carcere e rischia una condanna, secondo la legge russa, sino a 20 anni di reclusione. La donna, invece, finita in uno stato depressione ha perso la custodia dell’altro figlio di 3 anni e dopo aver contratto un raffreddore ha deciso di non curarsi, lasciandosi morire.

Si lascia morire dopo l’omicidio e le stupro della figlia di 6 anni

Una famiglia distrutta quella di Anna Zubko, una giovane madre 27enne che si è lasciata morire dopo aver contratto un raffreddore. La donna ha deciso di non curare la patologia che è sfociata in una polmonite che le ha poi causato la morte. Anna non si è curata perché in uno stato di depressione sopraggiunto dopo la morte della figlia di sei anni, violentata ed uccisa dal marito. L’omicidio si è consumato sei mesi fa, quando il Yaroslav Oleinikov ha strangolato la figlia della coppia con un giocattolo ed è stato arrestato dalle forze dell’ordine russe. Dall’autopsia effettuata sul corpo della piccola Veronika è emerso che la bambina prima di essere uccisa aveva subito diverse violenze sessuali. L’uomo è stato trasferito in carcere, mentre la donna dopo il funerale della figlia è entrata in uno stato di profonda depressione che le ha fatto perdere la custodia dell’altro figlio di 3 anni, ora collocato in un orfanotrofio. Pochi giorni fa Anna, che prima della tragedia lavorava in un supermercato occupandosi delle pulizie, è deceduta per non aver curato un raffreddore che è sfociato in polmonite. L’uomo, invece, per gli abusi e l’omicidio della figlia rischia, secondo la legge russa, sino a 20 anni di carcere.

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