Andrea Dovizioso sulla Ducati nei test MotoGP in Qatar 2019 (Foto Ducati)
Andrea Dovizioso sulla Ducati nei test MotoGP in Qatar 2019 (Foto Ducati)

MotoGP | Ducati, tutti i motivi per cui il 2019 può essere l’anno buono di Dovizioso

Se c’è mai stato, negli ultimi anni, un campionato di MotoGP in cui la Ducati si presentasse al via con realistiche chance di conquistare il titolo iridato, sicuramente il Mondiale in questione è quello che si appresta a cominciare. Mai come nel 2019 la Rossa di Borgo Panigale può schierarsi sulla griglia di partenza del primo Gran Premio stagionale in Qatar nutrendo sincere aspettative di poter bissare quell’iride 2007 che, a tutt’oggi, rimane l’unico che abbia mai conquistato nella classe regina.

Sul piano tecnico, la Desmosedici è ritenuta la moto più completa del lotto, complessivamente superiore anche alla Honda, già dal finale della scorsa stagione. Nel corso dell’inverno, ha giustamente resistito alla tentazione di sparigliare le carte, puntando piuttosto su un’evoluzione costante e graduale che ha rafforzato i tanti punti di forza di cui la moto bolognese già godeva. Il resto lo ha fatto il direttore generale (e guru tecnico) Gigi dall’Igna, che ci ha piazzato qualche colpo di genio dei suoi: dagli esperimenti aerodinamici fino alla misteriosa chiavetta montata sulla piastra di sterzo.

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Ducati scopre il gioco di squadra

Ma se, nonostante l’inferiorità tecnica, la Honda è riuscita ugualmente a conquistare gli ultimi titoli mondiali, è stato per merito del suo pilota, Marc Marquez. E dunque è la componente umana che, con ogni probabilità, anche in questa stagione farà da ago della bilancia. Andrea Dovizioso ha ormai raggiunto il livello di maturità necessario per ambire al bersaglio grosso, e nel 2019 per la prima volta avrà tutta la Ducati alle sue spalle. La strategia sportiva della squadra italiana è infatti mutata profondamente: invece di avere al fianco un compagno-rivale, come Andrea Iannone o Jorge Lorenzo, stavolta Desmodovi potrà contare su un fido scudiero come Danilo Petrucci. Che alla sua indubbia velocità unisce un rapporto cordiale e amichevole con il suo vicino di box, che lo ha aiutato ad ambientarsi rapidamente nel team ufficiale e in cambio ha ricevuto la sua piena collaborazione nello sviluppo della moto fin dai test pre-campionato.

Ducatisti mascherati

Test che la Ducati ha monopolizzato totalmente (quattro piloti nelle prime quattro posizioni) in Malesia, salvo poi arretrare inopinatamente nell’ultima settimana in Qatar. In quest’ultima occasione, le Desmosedici sono scivolate indietro in classifica e anche nel passo gara non sono riusciti a tenere il ritmo dei migliori come Vinales o Rins. La convinzione di tutti gli addetti ai lavori è però che le Rosse non abbiano perso improvvisamente la loro competitività: piuttosto si siano accuratamente nascoste, per non mostrare alla concorrenza tutte le loro carte, specialmente su una pista come quella superveloce di Losail dove nelle ultime edizioni hanno sempre brillato.

Sulla vittoria di Andrea Dovizioso nel primo Gran Premio stagionale sono in molti a scommettere. Di qui a sostenere che sia lui il favorito per il titolo mondiale ce ne passa, specialmente quando contro di te hai un certo signor Marc Marquez. Eppure, nel Mondiale MotoGP 2019, la Ducati ha tutti i presupposti per fare paura perfino alla corazzata Honda. E chissà che, dopo due secondi posti consecutivi, non sia davvero arrivato l’anno buono per riportare l’iride in Italia.

Fabrizio Corgnati