Marchionne premiato a Ginevra, ma in Ferrari è già passato

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Sergio Marchionne (©Getty Images)

F1 | Marchionne premiato a Ginevra, ma in Ferrari è già passato

Qualcuno, quella di Sergio Marchionne, l’avrebbe chiamata “solitudine dei numeri primi”. Sì, perché dopo essere stato da alcuni amato e dagli odiato negli in cui è stato impegnato al vertice del gruppo FCA, proprio da chi ha beneficiato dei suoi servigi è stato dimenticato, o addirittura cancellato.

Pur essendo indubbio che il processo di unione tra FIAT e Chrysler da lui voluto e portato avanti abbia scontentato più di qualcuno, soprattutto tra i lavoratori, è altrettanto vero che quanto fatto per la Ferrari sia stato importate non solo per la crescita del marchio in sé, quanto per il suo peso e la sua immagine in F1, lui che di competizioni ne sapeva poco.

Ricorderanno tutti la sua battaglia contro Liberty Media e la FIA che volevano per il 2021 l’uniformità di alcune componenti del motore e della vettura per ridurre i costi del Circus. Una lotta a parole con tanto di minaccia d’abbandono alla fine spuntata quasi in toto. E come non citare l’ingresso di Alfa Romeo come partner commerciale e non solo della Sauber. Ebbene malgrado tutto questo a Maranello quel nome lo hanno rimosso e da subito. Dal momento della sua prematura  scomparsa avvenuta a luglio del 2018 nessuno della Scuderia lo ha più nominato, né in occasione di una vittoria, né tantomeno, più di recente, alla presentazione della SF90 con cui Vettel e Leclerc, quest’ultimo molto benvoluto da Mister Maglioncino, si metteranno alla caccia dell’iride.

A cercare di mettere una pezza a questa gaffe ci ha pensato il Salone dell’Auto di Ginevra attualmente in corso. Il manager italo-canadese è stato insignito di un premio postumo come  “World Car Person of the Year 2019” dopo una votazione che ha visto partecipare 80 giornalisti di 24 Paesi.

A ritirare il riconoscimento l’attuale CEO FCA Mike Manley. “È un onore per me ricevere questo riconoscimento. Sergio Marchionne non amava lo sfarzo e le cerimonie, preferiva piuttosto lavorare per l’azienda che ha guidato per 14 anni e far crescere il suo team affinché portasse avanti il suo compito. Accetto il premio con questo spirito”, ha commentato il dirigente inglese alla consegna.

Chiara Rainis