La Ferrari va fortissimo, ma ha già un problema tecnico da risolvere

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La Ferrari di Charles Leclerc ferma ai box di Barcellona durante i test F1 2019 (Foto Ferrari)
La Ferrari di Charles Leclerc ferma ai box di Barcellona durante i test F1 2019 (Foto Ferrari)

F1 | La Ferrari va fortissimo, ma ha già un problema tecnico da risolvere

La Ferrari SF90 si è dimostrata la macchina più veloce dei test pre-campionato. Su questo punto sembrano esserci pochi dubbi: semmai gli addetti ai lavori si interrogano sul reale vantaggio di cui gode la competitiva monoposto rossa. C’è chi si concentra sui soli tre millesimi che ha accusato Lewis Hamilton nella classifica finale. Chi fa un calcolo più approfondito, tenendo conto dei giri veloci compiuti con le diverse mescole di gomme, e ipotizza un margine di tre decimi. E chi addirittura si attesta sulla previsione preoccupata della Mercedes, che si attribuisce un ritardo vicino al mezzo secondo, non senza una buona dose di pretattica.

Sulla velocità, insomma, la Ferrari si è già guadagnata una promozione a pieni voti. Ma c’è un altro aspetto che, a dire il vero, qualche preoccupazione l’ha effettivamente suscitata, anche all’interno dello stesso box di Maranello: l’affidabilità. Il team principal Mattia Binotto si è sbilanciato ad affermare che: “Mi piacerebbe una macchina più affidabile”, e in effetti guardando alla storia degli otto giorni di prove invernali non si può che dargli ragione. Se la prima settimana è andata liscia come l’olio, la seconda non ha invece risparmiato i problemi al Cavallino rampante. Quattro sono stati i guasti in altrettante sessioni, non tutti ovviamente della stessa gravità.

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Ferrari, la lista dei problemi

Martedì mattina si è presentato un inconveniente al circuito di raffreddamento, che ha fatto perdere ai tecnici diverse ore per la riparazione. Mercoledì la rottura di un cerchio è stata all’origine del brutto incidente di Sebastian Vettel: indubbiamente il guaio più serio dei quattro, anche se causato (secondo la ricostruzione ufficiale della Scuderia) dall’impatto con un non meglio precisato detrito esterno. Giovedì è stata la volta di un guasto agli scarichi, comunque derubricato a questione poco rilevante. E infine venerdì a interrompere anticipatamente i lavori della Ferrari è stato un problema elettrico, che a onor del vero è piuttosto comune in fase di collaudo.

A preoccupare gli ingegneri non è stata tanto l’entità di queste rotture, che in ogni caso è auspicabile si presentino durante le preparazioni invernali piuttosto che durante le gare. Semmai i dubbi sono sorti notando la frequenza di questi problemi, che alla fine delle quattro giornate hanno fatto sì che la Ferrari riuscisse a percorrere ben 193 giri in meno rispetto alla diretta rivale Mercedes. E anche la loro natura molto variegata, forse un po’ troppo: “I loro problemi sono stati diversi”, ha commentato l’ex pilota di F1 Marc Surer alla televisione tedesca Sport1. “Questo mi fa interrogare. Se riscontri un problema solo, puoi risolverlo, ma quando sono vari, diventa più difficile”.

Da cosa dipendono i guasti Ferrari?

L’ipotesi dell’esperto teutonico è che tutti questi inconvenienti abbiano però un’origine comune, da ricercare in un progetto probabilmente troppo estremo e radicale, tanto da esporre la macchina a dei rischi sul fronte della tenuta alla distanza. “Penso che abbia qualcosa a che fare con il surriscaldamento”, prosegue Surer. “La Ferrari ha un retrotreno molto rastremato, con poche prese d’aria e un piccolissimo cofano motore”. La ricerca di forme visibilmente più snelle di quelle della Mercedes, dunque, ha sicuramente premiato sul fronte della competitività, ma potrebbe allo stesso tempo aver reso la macchina più fragile della diretta rivale. Un potenziale problema non da poco, visto che i contendenti al titolo mondiale di Formula 1 sono attesi da una lunga stagione di ben 21 Gran Premi. Chissà che la Ferrari non decida di intraprendere subito le dovute contromisure, magari proprio modificando qualche aspetto progettuale della sua SF90.

Fabrizio Corgnati