Julen, bimbo morto nel pozzo, accusa choc: “L’hanno ucciso loro”

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Julen pozzo padre
Jose Rosello, il padre di Julen, il bambino spagnolo precipitato nel pozzo domenica 13 gennaio (Getty Images)

I legali di David Serrano, il proprietario del terreno in cui si trovava il pozzo in cui il 13 gennaio è precipitato il piccolo Julen Rossello, hanno presentato alcuni dettagli sulla vicenda, lanciando nuove accuse nei confronti dei soccorritori che hanno lavorato nelle fasi di recupero.

Il 26 gennaio 2019 è arrivato il tragico epilogo della storia che ha lasciato il mondo con il fiato sospeso per 13 giorni. Il piccolo Julen Rossello, il bambino di due anni che era caduto in un pozzo artesiano profondo oltre 100 metri a Totalan, comune alle porte di Malaga, è stato ritrovato morto dalle squadre di soccorritori che hanno lavorato notte e giorno per provare a salvargli la vita. Ad oltre un mese dalla tragedia sono emerse nuove accuse nei confronti dei soccorritori che hanno lavorato al recupero. L’accusa è stata lanciata dai legali di David Serrano, il proprietario del terreno in cui si trovava il pozzo. Secondo la memoria difensiva di Serrano, attualmente accusato di omicidio colposo, il bambino di due anni sarebbe stato ucciso da uno dei mezzi utilizzati dai soccorsi. A sostegno di questa tesi ci sarebbero nuovi dettagli che emergono dalle perizie di parte.

La morte del piccolo Julen: nuovi sconvolgenti dettagli emergono dalle perizie degli avvocati

A Totalan (Malaga) il 13 gennaio 2019, un bambino di due anni, Julen Rossello, mentre si trovava in una campagna per un pranzo di famiglia è caduto in un pozzo artesiano profondo oltre 100 metri e largo soli 25 centimetri. Le ricerche per recuperare il piccolo sono durate 13 giorni, ma al termine di quest’ultime il piccolo è stato ritrovato senza vita. Sulla vicenda sono emersi nuovi sconvolgenti dettagli forniti dalla difesa del proprietario del terreno dove si trovava il pozzo David Serrano, accusato di omicidio colposo, e rivelati dal quotidiano spagnolo 20minutos.es. La difesa di Serrano ha presentato un’indagine tecnica svolta da alcuni periti secondo la quale ad uccidere il piccolo Julen sarebbe stato uno dei mezzi utilizzati dai soccorsi nelle operazioni di recupero che avrebbe anche strappato una ciocca di capelli al bambino.

A non convincere i legali del proprietario del terreno c’è il ritrovamento della bustina di caramelle che Julen aveva con sé quando è scivolato all’interno del pozzo. Gli avvocati dichiarano che la busta in un primo momento si trovava in superficie e che solo successivamente sarebbe caduta nel pozzo. Secondo i difensori di Serrano, la spiegazione più plausibile è che la bustina sarebbe finita all’interno del pozzo a causa del vento o dall’aria mossa dalle eliche degli elicotteri giunti sul posto, tuttavia a non convincerli è il fatto che non sarebbe stata ritrovata alla stessa profondità raggiunta dal piccolo. Inoltre la memoria difensiva accusa le squadre di soccorritori affermando che la morte del piccolo sia stata causata dal piccone dotato di telecamera utilizzato dai soccorsi che avrebbe colpito alla testa il piccolo Julen. A sostegno di questa tesi ci sarebbe la circostanza che il piccone ad una profondità di 45 metri avrebbe distrutto la bustina di caramelle e che, ad una profondità di circa 70 metri, avrebbe ‘catturato’ una ciocca di capelli di Julen, come confermato anche dalle autorità in via ufficiale. Infine le accuse nei confronti dei soccorritori vengono mosse anche in base ai risultati dell’autopsia effettuata sul corpo di Julen da cui emerge che il bambino sarebbe deceduto a causa di un trauma cranioencefalico severo, il quale avrebbe interessato la zona frontotemporale della testa. Secondo i legali di Serrano sarebbe improbabile che quella parte laterale della testa possa aver battuto durante la caduta e, quindi, il piccolo sarebbe sopravvissuto dopo essere precipitato e sarebbe poi deceduto a seguito dell’impatto con la sonda usata dai soccorritori. A sostenere quest’ultima tesi c’è un’altra circostanza sottolineata dagli avvocati di Serrano: le prime indagini hanno stabilito che la caduta del bambino è durata poco meno di 4 secondi, mentre alcuni testimoni, tra cui il padre del piccolo Josè Rosello, hanno riferito di aver sentito Julen piangere per oltre 30 secondi dopo la caduta. Adesso, dopo questi dettagli emersi dalle perizie di parte, i giudici dovranno ricostruire le dinamiche dell’accaduto per accertare eventuali responsabilità. Intanto David  Serrano si è difeso dall’accusa di omicidio colposo affermando: “Mai avrei pensato che un bambino potesse cadere in quello spazio così stretto, tecnicamente un pozzo trivellato. Sopra quel buco c’erano posizionati due mattoni di cemento per impedire a chiunque di calpestarlo“.

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