Dalla Ferrari sparisce lo sponsor: ecco cosa c’è dietro

I loghi Mission Winnow sulla tuta Ferrari di Charles Leclerc (Foto Ferrari)
I loghi Mission Winnow sulla tuta Ferrari di Charles Leclerc (Foto Ferrari)

F1 | Dalla Ferrari sparisce lo sponsor: ecco cosa c’è dietro

L’ultima notizia sulla Ferrari è passata quasi sotto silenzio. Nessun comunicato formale ad annunciarla: i reporter l’hanno scoperta solo consultando la versione aggiornata della lista degli iscritti al Mondiale di Formula 1 2019, diramata nei giorni scorsi dalla Federazione internazionale dell’automobile. Dove, dal nome ufficiale della Scuderia, è improvvisamente sparito il marchio Mission Winnow.

Questo cambiamento, però, non è certamente passato inosservato. L’inedito sponsor principale del Cavallino rampante, infatti, rappresentava la grande novità nella livrea della SF90: i loghi erano comparsi con molta evidenza sia sulla carrozzeria che sulle tute viste durante i test F1 di Barcellona. Il Gran Premio d’Australia, la gara di esordio stagionale, avrebbe dovuto rappresentare il battesimo della pista per questo fresco matrimonio. Invece, ora che la denominazione del team è stata modificata, la stampa specializzata internazionale (dalla spagnola El Mundo Deportivo alla nostra Gazzetta dello Sport) giura che a Melbourne la Ferrari si presenterà senza più addosso i marchi Mission Winnow, né sulla macchina né sulle divise dello staff, che addirittura tornerebbero quelle dello scorso campionato.

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Si indaga sullo sponsor Ferrari

Il motivo di questa sparizione è presto spiegato. Proprio in Australia, sede della prima corsa dell’anno, il ministero della salute e la locale authority per le comunicazioni e la stampa hanno infatti recentemente aperto un’indagine su questa controversa sponsorizzazione. Seguiti a ruota, è proprio il caso di dirlo, anche in Italia dall’Antitrust, sollecitata da un esposto presentato dall’associazione dei consumatori Codacons, e addirittura dall’Unione europea, che ha espresso preoccupazione e ha promesso futuri approfondimenti sul tema. Ma perché le istituzioni di tutto il mondo sono così attente al marchio Mission Winnow? Per via del colosso multinazionale che si nasconde dietro a questo logo.

Per la maggior parte del pubblico, infatti, il nome in questione è pressoché sconosciuto, ma la realtà è che a lanciarlo è stato il gruppo Philip Morris. Ovvero il gigante del tabacco, storico sponsor della Ferrari nell’epoca Schumacher che, pur avendo eliminato qualsiasi sua traccia dalle livree della Rossa fin dal decennio 2010, ha continuato comunque a finanziare la squadra al ritmo di 100 milioni di dollari all’anno. Salvo poi ricomparire proprio quest’anno, sotto forma di un progetto dai contorni non chiarissimi, ma che ha l’obiettivo (spiegano dall’azienda) di promuovere “una scienza e un’innovazione rigorosa che possano condurci verso un futuro migliore”, ha spiegato a Repubblica André Calantzopoulos, chief executive officer di Philip Morris.

Anche la McLaren si adegua

I critici, tuttavia, malignano che i produttori di sigarette, cacciati per legge dalla Formula 1 ormai dieci anni fa, stiano cercando di rientrare dalla finestra. Sponsorizzando non i loro pacchetti, ma altri loghi che comunque, a livello subliminale, li ricordano parecchio. Non a caso l’esempio di Philip Morris è stato immediatamente colto dalla British American Tobacco, già proprietaria della Bar nei primi anni 2000, che ha appena stretto un nuovo accordo con la McLaren per garantirsi una presenza “sulla macchina e fuori durante tutta la stagione”. Non per promuovere il tabacco, certo, ma anche in questo caso una nuova piattaforma ideale, chiamata “A better tomorrow”. Le istituzioni si faranno convincere da queste fumose spiegazioni oppure risponderanno con un nuovo giro di vite normativo? Da questi sviluppi legali dipenderà il futuro del nome e della livrea della Ferrari 2019.

Fabrizio Corgnati