Ruba tre merendine dal distributore: sentenza di condanna choc

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Tribunale
Tribunale (Getty Images)

Un ventiduenne albanese, a seguito di un furto di tre merendine compiuto nel 2012 quando era ancora minorenne, dovrà scontare quasi tre mesi di carcere e pagare una multa di 80€. Le ragioni della sentenza.

In un momento molto delicato per la giustizia italiana, dove numerose sentenze hanno scatenato diverse polemiche, arriva l’ennesima decisione che ha lasciato tutti basiti. Un ragazzo albanese oggi 22enne è stato condannato perché ritenuto responsabile di un furto ad un distributore di vivande posto nella scuola di Vallefoglia, in provincia di Pesaro, che frequentava. Il reato risalirebbe al 2012, quando il ragazzo era ancora minorenne, ed a sette anni di distanza i Carabinieri lo hanno convocato in Caserma notificandogli l’arresto: la condanna ammonta a 2 mesi di carcere per il furto di 3 merendine del valore di circa cinque euro.

Condannato per il furto di tre merendine: ecco il perché della sentenza

Alban C., un ventiduenne bracciante agricolo domiciliato nel Casertano, è stato convocato dai Carabinieri Vallefoglia, in provincia di Pesaro per una notifica. Inizialmente il ragazzo pensava ad una questione legata al suo permesso di soggiorno, ma quando è arrivato in caserma l’amara sorpresa. I militari dell’Arma hanno convocato il ventiduenne per il furto di tre merendine compiuto nel 2012 da un distributore collocato in una scuola della cittadina nel pesarese. I Carabinieri hanno quindi notificato al giovane l’esecuzione di una sentenza di condanna, emessa dalla procura generale, a due mesi e 20 giorni di reclusione a cui si aggiunge una multa di 80 euro. Alban è stato quindi trasferito in carcere dove dovrà scontare la sua pena. Tecnicamente la condanna a scontare la pena in carcere è arrivata perché il ragazzo è risultato per tutta la durata del processo assente ed irrintracciabile anche dal suo avvocato d’ufficio, il quale non munito di procura speciale non ha potuto richiedere misure alternative. Il suo legale, Marco Vitali, alla redazione de Il Resto del Carlino, ha commentato: “Sono avvilito perché è incredibile quello che è successo. Siamo di fronte ad un caso di malagiustizia che spedisce in carcere un ragazzo per una merendina del valore di 5 euro mentre gli altri amici di quella sera, per la stessa ragione, hanno avuto il perdono giudiziale. Alban, dopo esser stato riconosciuto da un carabiniere che ha pensato di identificarlo in un giovane col cappuccio in testa che stava arraffando la merendina, è sparito dalla casa famiglia di Vallefoglia tornando in Albania“.

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