Sebastian Vettel esce dall'abitacolo della Ferrari nei test F1 di Barcellona 2009 (Foto Ferrari)
Sebastian Vettel esce dall’abitacolo della Ferrari nei test F1 di Barcellona 2009 (Foto Ferrari)

F1 | Mercedes più vicina? Ecco la dimostrazione che la Ferrari si è nascosta

Il colpo di coda della Mercedes è arrivato proprio all’ultima giornata dei test F1 a Barcellona. Sebastian Vettel ha portato comunque la Ferrari in testa, facendo segnare il miglior tempo di tutte le due settimane (1:16.221), ma Lewis Hamilton si è avvicinato ad appena tre millesimi dal suo diretto rivale. Segno che il divario tra le due squadre che si contenderanno il Mondiale di Formula 1 2019 è ormai annullato? A ben guardare, le cose non stanno proprio così.

E a testimoniarlo non è il giro più veloce fatto segnare da Vettel con le gomme hypersoft, bensì quello che il ferrarista tedesco ha stampato nella sua successiva uscita, poco prima della pausa pranzo, questa volta montando gli pneumatici medi. Il cronometro, in quell’occasione, si è fermato su 1:16.720, e se si tiene in considerazione la differenza di prestazioni tra le varie mescole di gomme, significa che la Ferrari avrebbe avuto il potenziale per scendere anche sotto la barriera dell’1:16 (per la precisione sarebbe di 1:15.820 il crono ideale secondo le proiezioni).

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L’evidente vantaggio della Ferrari sulla Mercedes

Né la Rossa, né la Freccia d’argento hanno dunque spinto davvero al massimo, come in effetti ci si aspetta che accada nelle prove pre-campionato. Ma questi ultimi calcoli rivelano che la SF90 gode comunque di un discreto margine di vantaggio sull’avversaria W10. Forse non di quel mezzo secondo che era stato stimato la settimana scorsa: la Mercedes è infatti cresciuta, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle gomme, che nei giorni scorsi pativano di un notevole graining. Ma la bilancia continua a pendere ugualmente dalla parte della Ferrari, di almeno tre decimi di secondo. Questo vale per il giro secco quanto per il passo gara: al giovedì, quando Charles Leclerc e Valtteri Bottas si sono scontrati direttamente in una simulazione di corsa, infatti, in media il Principino monegasco è stato più rapido di quattro decimi a tornata.

Il Cavallino rampante, insomma, manda in archivio questi test invernali consapevole di aver costruito una macchina efficace e potenzialmente vincente. Il dubbio principale riguarda semmai l’affidabilità. Dopo una prima settimana di collaudi andata completamente liscia, nella seconda i problemi non sono mancati: prima la perdita dal circuito di raffreddamento di Leclerc martedì, poi la rottura del cerchio di Vettel mercoledì, quindi un guaio allo scarico giovedì e anche ieri un guasto elettrico ha concluso in anticipo la sessione della Scuderia di Maranello. “Mi sarebbe piaciuto vedere una macchina più affidabile”, ha ammesso il team principal Mattia Binotto, che comunque si guarda bene dal cantare vittoria. “Sarebbe sbagliato pensare che siamo davanti”. Hamilton, dal canto suo, rimbalza la palla nel campo avversario: “La Ferrari ha un vantaggio di almeno mezzo secondo su di noi”. Ma questa si chiama semplicemente pretattica…

Fabrizio Corgnati