La tragedia di un imprenditore: “Denunciare i boss del pizzo mi è costato caro”

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Carabinieri
Carabinieri (foto dal web)

L’imprenditore siciliano Rocco Greco si è tolto la vita, sparandosi un colpo di pistola alla tempia. Il 57enne di Gela era divenuto un simbolo della lotta al pizzo dopo aver denunciato i suoi estorsori.

Si è tolto la vita con un colpo di pistola alla tempia Rocco Greco, l’imprenditore di 57 anni che aveva trovato il coraggio di denunciare i boss mafiosi che gli avevano chiesto il pizzo. Dopo la denuncia che aveva portato alla condanna dei suoi estorsori, Greco venne denunciato da quest’ultimi, ma il Tribunale lo aveva assolto ritenendo l’imprenditore una vittima della mafia e non un socio in affari. Nonostante la sentenza di assoluzione, come riportato dalla redazione de La Repubblica, l’azienda di Greco aveva ricevuto delle interdittive che gli fecero revocare numerose commesse pubbliche e private. L’imprenditore mercoledì mattina proprio all’interno della sua azienda si è sparato un colpo in testa togliendosi la vita.

Suicidio di Rocco Greco, l’uomo ripeteva negli ultimi giorni: “Denunciare i boss del pizzo mi è costato caro”

L’imprenditore di Gela, comune in provincia di Caltanissetta, Rocco Greco si è suicidato sparandosi un colpo alla testa. Il suicidio è avvenuto mercoledì mattina all’interno della propria azienda la Cosiam di Gela intorno alle 5 del mattino. Due dipendenti dell’impresa lo hanno trovato in fin di vita e avvertito i soccorsi, ma Greco è deceduto poco dopo il suo arrivo all’ospedale Vittorio Emanuele. La storia dell’imprenditore siciliano ha del paradossale: nel 2007 trovò il coraggio di denunciare i suoi estorsori che vennero condannati, ma quest’ultimi lo denunciarono accusandolo di avere rapporti con i boss della mafia. Le denunce di Greco fecero scattare l’operazione Munda mundis che portò agli arresti e alle condanne complessive di 134 anni, ma le accuse degli imputati fecero avviare un processo nei confronti dell’imprenditore, assolto poi in tutti i gradi di giudizio e ritenuto una vittima della mafia. Nonostante le assoluzioni, l’impresa di Greco, che vantava commesse con società importanti in Sicilia e in varie regioni d’Italia, ad ottobre scorso ricevette parere negativo alla richiesta di iscrizione alla white list in Prefettura, l’elenco delle imprese non soggette a tentativo di infiltrazione mafiosa che facilita e velocizza la stipula dei contratti e degli appalti. Dopo il parere negativo alla Cosiam vennero revocati tutti i grossi appalti e la decisione è stata confermata due giorni fa dal Tar di Palermo. L’uomo negli ultimi giorni prima di togliersi la vita ripeteva “Denunciare i boss del pizzo mi è costato caro“. Sul suicidio sono state avviate le indagini da parte della Polizia e dei Carabinieri.