MotoGP, le previsioni di Sanchini a TMW: “Valentino Rossi può vincere”

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Guido Meda e Mauro Sanchini, commentatori di Sky Sport MotoGP (Foto Sky)
Guido Meda e Mauro Sanchini, commentatori di Sky Sport MotoGP (Foto Sky)

MotoGP | Le previsioni di Mauro Sanchini a TMW: “Valentino Rossi è da titolo”

Anche Sky Sport MotoGP è pronta al via della nuova stagione del Motomondiale, di cui trasmetterà in diretta tutti i diciannove Gran Premi (di cui 13 in esclusiva live su Sky Sport e 6 in diretta anche su TV8), aggiungendo da quest’anno alla sua offerta anche la Superbike, con tutti i tredici round delle tre classi (World Superbike, World Supersport e World Supersport 300). In cabina di commento per la MotoGP sempre l’inossidabile Guido Meda (vicedirettore Sky Sport e responsabile della redazione motori), nuovamente affiancato da Mauro Sanchini. A lui, ex pilota e oggi commentatore televisivo, TuttoMotoriWeb.com ha chiesto di fare le carte al campionato 2019 che scatterà il prossimo weekend con il Gran Premio del Qatar.

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Mauro Sanchini, cominciamo da un aggettivo. Come definiresti il Mondiale MotoGP 2019 che sta per cominciare?
Un aggettivo… Intrigante, ci potrebbe stare?

Certo.
Dico intrigante perché ha tanti aspetti curiosi, da verificare. Ad esempio Jorge Lorenzo con la stessa moto di Marc Marquez. Probabilmente mai come oggi il campione del mondo ha avuto un compagno di squadra così tosto. Sarà un esame molto importante per lui.

A proposito di Honda: questi test invernali con l’infermeria piena hanno rallentato il loro sviluppo tecnico o erano talmente avanti che non sarà un problema?
La mia opinione è che non influiranno. La Honda era avanti: alla fine della scorsa stagione era la moto più performante insieme alla Ducati. Ma soprattutto hanno pianificato benissimo la situazione. Quello di Marquez non è stato un infortunio imprevisto, ma un’operazione pianificata, e lo sviluppo della moto si basa sulle sue indicazioni, visto che Lorenzo deve prendere le misure della Honda. Hanno anticipato il lavoro a Valencia e a Jerez, prima dell’intervento, così sono arrivati in Malesia, dove sapevano che Marquez non sarebbe stato al 100%, con il grosso delle decisioni già prese. Finora si è un po’ nascosto, ma il suo passo gara in Qatar è stato uno dei migliori.

Lorenzo, invece, avrà bisogno di più tempo per raggiungere il top, considerando anche la convalescenza?
Questo lo vedremo in gara. Io ero convinto che potesse arrivare in Qatar per vincere, e secondo me dopo i test di Jerez non era lontano: aveva girato molto forte. Il nuovo infortunio al polso, che questo sì è stato imprevisto, non ci voleva, perché gli ha fatto saltare la Malesia, che era importante per continuare a prendere fiducia. Sappiamo che, mentre Marquez guida qualsiasi moto gli dai, Lorenzo ha bisogno che tutto sia a posto come vuole lui, ma quando ci riesce ha uno stile impressionante, e batterlo diventerà difficile anche per Marc. In Qatar pian piano si è rimesso a posto fisicamente e ha lavorato ancora sulla moto. E negli ultimi cinque o sei giri della giornata conclusiva ha fatto una piccola simulazione di gara in 1:55.5, che non è male. Secondo me potrebbe arrivare competitivo alla prima gara, anche se non è semplice.

La Ducati ha dominato incontrastata in Malesia, poi in Qatar è apparsa leggermente più appannata. Secondo te si è nascosta?
Nella trasmissione Race Anatomy ho fatto la diapositiva di Dovizioso mettendo un foglio bianco davanti alla faccia. Secondo me si sono nascosti e anche tanto. Mentre a Sepang avevano ottenuto i primi quattro posto, tutti sotto il record del tracciato, in Qatar né Petrucci né Dovizioso hanno mai cercato il tempo sul giro, che altrimenti sono convinto sarebbe arrivato. In compenso, al terzo giorno, Danilo ha fatto una simulazione di gara andando molto forte. Credo che Ducati e Honda si siano marcati a vicenda, senza esporsi più di tanto, ma nel weekend partiranno per vincere la gara. Al 90% Dovizioso può farcela.

Anche per il Mondiale?
Può e deve. Dovizioso ormai ha dimostrato di essere un pilota completo, veloce sull’asciutto e sul bagnato, anche in piste in cui negli anni passati aveva fatto fatica. All’età che ha, e con questa Ducati, inizia a doverlo vincere, altrimenti rischia che le occasioni d’oro gli passino davanti e non si ripresentino più. Poi, però, il titolo lo vince uno solo e i pretendenti sono tanti.

Hanno convinto pure i due nuovi arrivati. Mi riferisco al nuovo arrivato nel team ufficiale, Danilo Petrucci, e al nuovo arrivato in assoluto, Pecco Bagnaia. Te lo aspettavi?
Su Bagnaia non avevo grossi dubbi, perché è un grandissimo talento. Lo ha dimostrato vincendo gare con la Mahindra in Moto3, che non era semplice, poi laureandosi debuttante dell’anno in Moto2 e conquistando subito il Mondiale l’anno dopo. E confermare di essere forte, quando hai addosso la pressione di dover vincere, non è semplice. Nei test MotoGP ha fatto vedere di essere un buon acquisto e secondo me, nel corso dell’anno, potrà passare anche il suo compagno di squadra Jack Miller, che ha meno talento. Lui deve fare solo esperienza, e nella lotta per il debuttante dell’anno avrà degli avversari mica da ridere.

Fabio Quartararo fa paura…
Sarà una bella lotta. Invece, di Petrucci sono grande amico ed estimatore. Il dubbio era, e ancora rimane, se, una volta arrivato nel team ufficiale, sarebbe riuscito a fare il salto di qualità o avrebbe avvertito la pressione e sarebbe andato in difficoltà. Finora, soprattutto nelle simulazioni di gara, ha dimostrato che aveva ragione la Ducati a puntare su di lui. Sono convinto che possa fare una grandissima stagione. Poi non so se possa partire per vincere il Mondiale: teoricamente, da pilota ufficiale, l’obiettivo è quello, ma in carriera non ha ancora vinto nemmeno una gara. Però pensa se vincesse in Qatar e acquisisse la consapevolezza assoluta di essere uno dei migliori…

La Yamaha, con la rivoluzione invernale, ha fatto un bel salto in avanti. Basterà?
Quello che abbiamo visto nei test è indivativo, ma penso che ancora non sia del tutto sufficiente. La rivoluzione ha migliorato i tempi di reazione del team, che nel recente passato erano un po’ lenti. Se un pilota come Valentino Rossi evidenzia delle lacune, non possono passare due anni e ancora stiamo a parlare degli stessi problemi. Qualcosa non ha funzionato. Mi pare che la strada nuova sia quella giusta, ma per colmare quelle lacune servono dei mesi, anche perché nel frattempo Honda e Ducati vanno avanti. Comunque penso che la Yamaha possa essere protagonista della lotta al Mondiale: Valentino e Vinales li metto dentro in ogni caso. Bisognerà capire quanto soffrirà nell’ultima parte di gara.

E poi c’è la Suzuki…
Cenerentola!

Che però si sta andando a prendere il principe azzurro, mi verrebbe da dire!
Bravo. È una Casa che fa molta simpatia, fa il suo lavoro timido, in disparte, senza clamore, ma vanno avanti bene. Hanno fatto una bellissima moto, hanno gestito bene lo sviluppo, hanno creduto sui giovani. Mi dispiace che il nostro Iannone si sia giocato male quella carta, soprattutto per motivi interpersonali. Ma Rins sta facendo bene, l’anno scorso è stato protagonista in molte gare e può ripartire da lì. E anche Mir, credimi, ha delle ottime potenzialità: nessuno ci ha fatto tanto caso, ma la sua simulazione di gara in Qatar è stata di altissimo livello.

Un’ultima battuta su Aprilia e Ktm.
Per me una è promossa e l’altra bocciata. Aprilia sta facendo un ottimo lavoro: non abbiamo visto tempi eclatanti, ma la moto è cresciuta tanto e sempre nella direzione giusta. In Qatar, Aleix Espargaro ha fatto una bella simulazione gara e secondo me può entrare nei primi dieci. Iannone, ovviamente, ancora deve imparare a conoscerla e ad adattarsi, quindi dobbiamo aspettare un po’ di più. Dalla Ktm, onestamente, mi aspettavo molto di più: è un marchio che ha saputo vincere in tutte le categorie e ha una potenzialità economica e tecnica enorme. In realtà li ho visti faticare. Espargaro ha fatto benino, ma Zarco si sta trovando in grossa difficoltà: per loro saranno molto importanti le indicazioni di Pedrosa, una volta che recupererà dall’infortunio.

Fabrizio Corgnati