Mercedes durante i test F1 di Barcellona 2019 (Foto Mercedes)
Lewis Hamilton esce dai box con la sua Mercedes durante i test F1 di Barcellona 2019 (Foto Mercedes)

F1 | Mercedes, le novità tecniche funzionano. E la Ferrari è avvisata

Un team che vince cinque Mondiali di fila in Formula 1 non si riconosce dal fatto di non commettere mai errori, ma di sapervi porre rimedio efficacemente, e in fretta. La Mercedes lo ha dimostrato una volta di più in questi test F1: sconfitta nettamente dalla rivale Ferrari nella prima settimana, ha immediatamente reagito nella seconda, sfoderando una serie di novità aerodinamiche che hanno dimostrato di funzionare a dovere.

Se al primo giorno l’entità dei miglioramenti era stata mascherata dal grave problema alla pressione dell’olio che aveva costretto i meccanici a sostituire il motore, mercoledì invece tutto è andato per il meglio. La Mercedes ha lavorato a lungo sull’assetto, concentrandosi sulle simulazioni di gara, e ha messo insieme la bellezza di 176 giri tra i due piloti Lewis Hamilton e Valtteri Bottas. Il tempo sul giro secco resta in fondo alla lista delle priorità, come del resto vale anche per la Ferrari, che pure nelle precedenti prove aveva evidenziato un vantaggio stimato in almeno mezzo secondo. Eppure, sul passo alla distanza, la crescita della Freccia d’argento si è vista, eccome.

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Mercedes alla rincorsa

Soprattutto sulla gestione delle gomme morbide, di cui Hamilton stesso si era lamentato. La nuova configurazione della Mercedes sembra capace di farle rendere meglio, di portarle più facilmente nella finestra ideale di temperatura e dunque di aumentare l’aderenza e rendere più stabile la monoposto. Resta qualche problema di graining all’anteriore, come ha ammesso anche il direttore tecnico James Allison, che del resto non riguarda soltanto la W10. Ma i principali obiettivi per i quali era stato studiato questo pacchetto di novità all’ala anteriore, al muso, al fondo e alle fiancate sembrano centrati. E non era per niente scontato, per un design concepito e realizzato (almeno apparentemente) un po’ di fretta, in emergenza, per rattoppare i buchi che erano emersi al debutto in pista della vettura.

Ciò non significa che improvvisamente i valori si siano ribaltati, anzi. L’impressione è che, almeno in termini di velocità pura, la Ferrari resti davanti, e questo lascia presagire un inizio di campionato scoppiettante per la Rossa di Maranello. Ma quel che conta davvero nella corsa al Mondiale di F1 non è come si parte, ma come si arriva. Il Cavallino rampante, nel recente passato, si è dimostrato carente negli sviluppi tecnici a stagione in corso, mentre la Mercedes, anche oggi, ha ribadito la sua rapidità ed efficienza di reazione. Uno stimolo in più, se mai ce ne fosse stato bisogno, agli ingegneri italiani per lavorare a pieno regime.

Fabrizio Corgnati