No-vax per errore: sospiro di sollievo per due genitori

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Vaccino
Vaccino (foto dal web)

Ha scosso l’opinione pubblica la storia di un bambino di 8 anni che non poteva rientrare a scuola per colpa delle mancate vaccinazioni di alcuni compagni di classe. Secondo la testimonianza di una madre di un compagnetto si tratterebbe solo di un equivoco.

Forse si tratta solo di un grande equivoco, ma intanto il piccolo Matteo (nome di fantasia) non può rientrare a scuola. Matteo è un bambino di 8 anni che è riuscito a guarire dalla leucemia dopo quasi un anno di chemioterapia che, però, lo ha reso immunodepresso, ossia con ridotte difese immunitarie che lo rendono vulnerabile. Il bambino dopo essere guarito non può riprendere le sue normali attività scolastiche, nonostante il parere dei medici che ritengono molto importante che il bambino rientri nell’ambiente che un anno fa ha dovuto abbandonare, perché nella sua vecchia classe ci sono dei bambini non vaccinati. Il piccolo prima di ammalarsi frequentava la prima elementare di una scuola primaria di Roma situata in via Bobbio (quartiere San Giovanni), ma adesso non può riprendere le lezioni. Dopo l’appello dei genitori e l’intervento anche del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che inizialmente temevano di essere di fronte a bambini no-Vax, i controlli dell’Asl Rm2 hanno chiarito la questione.

Bimbo malato di leucemia non può tornare a scuola: si tratterebbe solo di un equivoco

Matteo a soli 8 anni viene colpito da una leucemia che lo costringe a lasciare i suoi amichetti, la scuola ed i suoi giochi per entrare in ospedale e sottoporsi alle sedute di chemioterapia. Dopo quasi 10 mesi, il bambino, però, lotta e vince la sua battaglia contro la malattia, lasciando il Bambino Gesù di Roma dove era in cura. La sua lotta per tornare alla normalità non si ferma qui, dopo la malattia Matteo è immunodepressivo, ovvero con ridotte difese immunitarie ed i suoi genitori non possono mandarlo a scuola perché alcuni compagnetti di classe non sarebbero risultati vaccinati. Temendo che i bambini potessero essere no-Vax hanno lanciato un appello, il quale ha fatto scattare i controlli dell’Asl Rm2. Dopo i controlli, secondo quanto riportato dalla redazione de Il Messaggero, sembra si sia trattato di un grosso equivoco. I sanitari hanno accertato che nella classe non sono presenti dei bambini “no-Vax puri”, ma solo tre casi di bambini che devono completare i richiami vaccinali ancora in tempo per effettuarli -termine fissato dalla legge entro il 10 marzo. Tra questi c’è anche un bambino che non ha mai effettuato i vaccini, ma anche in questo caso, come raccontato dalla stessa mamma al quotidiano romano, si tratta di equivoco legato al cambio di residenza. Il piccolo ha, difatti, fatto i vaccini nella sua vecchia regione di residenza, ma l’Asl romana non ha registrato la sua situazione reale.

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