Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci sulle Ducati nei test MotoGP in Qatar 2019 (Foto Ducati)
Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci sulle Ducati nei test MotoGP in Qatar 2019 (Foto Ducati)

MotoGP | Test MotoGP, le pagelle: le moto promosse e bocciate dopo il Qatar

Andata definitivamente in archivio anche l’ultima giornata di test MotoGP, e con lei il pre-campionato del Motomondiale, ora mancano due settimane prima del via ufficiale della stagione, previsto sempre in Qatar. Due settimane per analizzare i dati raccolti durante le prove, ma anche per valutare il lavoro svolto dalle squadre nel corso dell’inverno e la competitività delle nuove moto emersa da questi sei giorni di collaudi. Noi di TuttoMotoriWeb.com abbiamo messo in fila i sei costruttori sulla base del potenziale che hanno dimostrato, alla vigilia del primo semaforo verde della stagione, e vi proponiamo le nostre valutazioni in queste pagelle.

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Ducati: voto 8,5. Resta, comunque vada, la moto che è apparsa più solida nell’arco di tutto questo pre-campionato. Ma proprio all’ultimo giorno di test MotoGP si è affacciato qualche dubbio intempestivo, dovuto al risultato non soddisfacente di Andrea Dovizioso e alle sue sensazioni preoccupanti. Desta perplessità il fatto che questi problemi siano emersi proprio su una pista come quella di Losail, storicamente favorevole alla Desmosedici, ma speriamo che non compromettano più di tanto l’esordio stagionale tra due settimane. Tra i (molti) punti di forza va invece annoverata una formazione di piloti (Dovizioso, Petrucci ma pure il debuttante Bagnaia) tutti in palla e pronti a collaborare con armonia. Da rivedere solo Jack Miller.

Suzuki: voto 8,5. Senza alcun dubbio è la squadra che ha lavorato di più e meglio nel corso di questi mesi, e i risultati si vedono. Nessuno stravolgimento tecnico, piuttosto un costante e graduale miglioramento che ha portato ad affinare i punti di forza già presenti sulla Gsx-Rr, tanto da renderla una moto potenzialmente vincente. Alex Rins non sembra avvertire la pressione di avere sulle spalle i galloni del capitano: anzi, è cresciuto anche lui e nel corso delle sei giornate complessive di prove è stato colui che ha avuto il rendimento più costante. È pronto a conquistare la sua prima vittoria in MotoGP, ora non resta che mettere insieme tutte le tessere del puzzle. Joan Mir ha ancora da imparare, ma è naturale che sia così, e il talento comunque non gli manca.

Honda: voto 8. La moto c’è sempre, non potrebbe essere altrimenti. Anzi, se possibile c’è ancora di più rispetto all’anno scorso, visto che gli ingegneri a Tokyo hanno lavorato più sodo che in passato sullo sviluppo del motore (tanto in velocità di punta quanto in accelerazione) e sull’aerodinamica. L’inizio di stagione, però, si prospetta più in salita del previsto, per via dei guai fisici che hanno tormentato l’inverno dei loro piloti. Marc Marquez sembra ormai vicino a ritrovare il miglior stato di forma, ma ancora non ci è riuscito. Jorge Lorenzo ha invece di fronte ancora qualche settimana di convalescenza e aver saltato i primi test MotoGP in Malesia pesa sul suo adattamento alla moto, tuttora non ottimale specialmente sul passo gara. Favorita sì, imbattibile forse no.

Yamaha: voto 7. La crescita si vede a occhio nudo. In entrata e a centro curva la M1 sembra tornata quella dei tempi migliori. Ma, come ha ricordato in più occasioni Valentino Rossi, il ritardo accumulato rispetto alle dirette avversarie non si può certo colmare in poche settimane. I tecnici di Iwata hanno ancora da migliorare, sull’accelerazione e sulla velocità di punta, per poter riportare la squadra in blu a livello di giocarsi il Mondiale: al momento ancora non è così. Il portacolori più in palla, durante l’inverno, è sembrato Maverick Vinales, sul giro secco e (al contrario che nel recente passato) anche sul passo gara. Valentino Rossi, dopo aver passato non pochi alti e bassi, sembra aver imboccato la strada giusta per stare con i migliori. E anche il team satellite con il nostro Franco Morbidelli e l’esordiente Fabio Quartararo non ha di certo deluso. Iniziare con il piede giusto è possibile e sarebbe importante.

Aprilia: voto 6. La Casa di Noale è pronta a fare il salto di qualità e lo ha dimostrato mettendo sul campo una quantità di risorse, in termini umani e di mezzi economici, mai vista prima. Ma questo, inevitabilmente, è solo il punto di partenza. Il potenziale c’è, ma resta ancora molto da fare per potersela giocare ad armi pari con i migliori. I piloti convincono: Aleix Espargaro è concreto e ormai conosce bene la Rs-Gp, Andrea Iannone resta veloce ma l’infezione che lo ha costretto a saltare quasi interamente i primi test MotoGP a Sepang ha complicato la sua preparazione.

Ktm: voto 5. Non possiamo che valutarla come una delusione: perché è vero che rimane pur sempre l’ultima arrivata in MotoGP, ma con il budget mostruoso messo a disposizione dalla Casa madre austriaca e dallo sponsor bibitaro ci si aspettava di più. Invece la moto, pur evoluta in tutti i campi, dal motore al telaio all’elettronica, continua a guardare gli avversari da dietro. Un po’ meglio va Pol Espargaro, specialmente sul giro secco, mentre il nuovo arrivato Johann Zarco, che si sperava essere l’uomo della provvidenza, per ora invece fatica a prendere le misure del suo nuovo mezzo. Purtroppo per loro, devono rassegnarsi ad un’altra stagione di apprendistato. L’ennesima.

Fabrizio Corgnati