Pazza Yamaha: ma alla fine anche Valentino Rossi si rialza

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Valentino Rossi in sella alla sua Yamaha nei test MotoGP in Qatar 2019 (Foto Yamaha)
Valentino Rossi in sella alla sua Yamaha nei test MotoGP in Qatar 2019 (Foto Yamaha)

MotoGP | Pazza Yamaha: ma alla fine anche Valentino Rossi si rialza

“Chi ben comincia è a metà dell’opera”, dice il proverbio. Ma chi ben finisce, verrebbe da dire, sta messo ancora meglio. È il caso di Valentino Rossi, che pure durante questi ultimi tre giorni di test MotoGP ha vissuto sorti decisamente altalenanti. Ottimista al sabato, apocalittico alla domenica, per poi ritrovare la luce in fondo al tunnel proprio quando contava di più: nella notte conclusiva di prove in Qatar. Lo testimonia la classifica, che in sole ventiquattr’ore lo ha visto risalire dal diciannovesimo al quarto posto, ma soprattutto il passo promettente messo in mostra nell’ultima ora e mezza con le gomme da gara.

Dietro a questo ennesimo ribaltone si nasconde un cambio d’approccio. L’errore del box Yamaha, nella seconda giornata, si potrebbe attribuire ad un eccesso di entusiasmo: notando i primi passi in avanti sulla competitività della M1, e cercando di accelerare il recupero nei confronti dei rivali Honda e Ducati, gli ingegneri hanno finito per sperimentare troppe soluzioni tecniche diverse, creando confusione e facendo perdere il feeling al pilota. Così, nella sessione conclusiva, la decisione è stata quella di sgomberare il campo e di tornare all’assetto della moto che aveva funzionato nelle precedenti prove in Malesia. E, nonostante un problema tecnico che ha costretto il Dottore a rimanere fermo in garage per un’ora intera, la scelta si è rivelata assolutamente azzeccata.

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Yamaha a metà del guado

Rossi c’è (ancora), insomma. Anche a quarant’anni suonati, è veloce ed è pronto a restare nel selezionato gruppetto dei migliori. Va detto però che il più incisivo, non solo ieri ma durante tutto il pre-campionato, rimane il suo compagno di squadra Maverick Vinales, che ha chiuso ancora una volta al comando con il miglior tempo assoluto dei test MotoGP: 1:54.208. È lui stesso ad evidenziare i non pochi miglioramenti apportati alla moto grazie alla riuscita rivoluzione invernale: dall’ingresso di curva alla percorrenza a centro curva. Restano ancora alcuni punti deboli, va detto, che non sono certo evaporati magicamente: il solito problema dell’aderenza al posteriore, l’accelerazione e anche la velocità di punta (mancano almeno 10 km/h sul dritto rispetto ai diretti rivali). E poi rimane tutto da vedere il rendimento in gara dello stesso Vinales, che lo scorso anno ha rappresentato il suo principale tallone d’Achille.

L’impressione, comunque, è che la Yamaha in Qatar sia in gran palla: lo confermano anche i tempi del team satellite, dal sorprendente secondo posto del debuttante Fabio Quartararo al sesto del nostro Franco Morbidelli. Tutte e quattro le moto di Iwata si sono piazzate nelle prime sei posizioni a Losail, pista che del resto già in passato si era dimostrata amica della M1. Con un pizzico di fortuna, la lotta per la vittoria tra due settimane nel Gran Premio inaugurale potrebbe essere alla portata. Da qui a pensare che la Casa dei Diapason sia pronta per giocarsi l’intero Mondiale, invece, ce ne passa ancora.

Fabrizio Corgnati