Yamaha a passo di gambero: Valentino Rossi ritrova i vecchi problemi

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Valentino Rossi sulla sua Yamaha nei test MotoGP in Qatar 2019 (Foto Yamaha)
Valentino Rossi sulla sua Yamaha nei test MotoGP in Qatar 2019 (Foto Yamaha)

MotoGP | Yamaha a passo di gambero: Valentino Rossi ritrova i vecchi problemi

Dal realismo al pessimismo, il passo è breve. Già, perché se fino a sabato Valentino Rossi si limitava a gettare acqua sul fuoco dei facili entusiasmi per l’evidente crescita della sua Yamaha, sottolineando con pragmatismo quanto fosse ancora lunga la strada da percorrere per raggiungere i diretti avversari, domenica nella seconda giornata di test MotoGP in Qatar è apparso per la prima volta realmente preoccupato. E, a guardare la classifica, viene difficile dargli torto.

Il Dottore ha chiuso infatti la sessione addirittura al diciannovesimo posto assoluto, staccato di ben 1.2 secondi dalla vetta della classifica. Troppo, per potersi consolare con le considerazioni sulla motivazione ritrovata all’interno del box Yamaha, che fino a ieri bastavano a mantenere un umore positivo. Di fronte a questi risultati, anche l’atmosfera finalmente diventata più serena rischia di inquinarsi: “È normale: quando sei così indietro è sempre un po’ inquietante”, ammette francamente il fenomeno di Tavullia.

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Valentino Rossi alle prese con grip e potenza

Quello che attendeva il nove volte iridato in questa giornata di mezzo dei test conclusivi del pre-campionato in Qatar era un lavoro di fino: una messa a punto degli assetti, del bilanciamento dei pesi, dell’elettronica, con l’obiettivo di approntare la moto per il primo Gran Premio della stagione, che si correrà su questa stessa pista tra due settimane. Ma invece di compiere dei balzi in avanti, la M1 di Rossi è sembrata procedere con il passo del gambero: tanto che sono tornati ad affacciarsi dei problemi annosi che la rivoluzione tecnica compiuta nel corso dell’inverno sembrava aver definitivamente risolto. “Ho fatto fatica soprattutto a trovare l’aderenza al posteriore”, confessa Vale. Un guaio di cui i piloti Yamaha avevano continuato a lamentarsi nell’arco di tutta la scorsa stagione e che si è puntualmente ripresentato all’arrivo a Losail: pista che, a differenza di quella di Sepang dove si era provato l’ultima volta, è utilizzata poco durante l’anno e quindi ha un asfalto sempre piuttosto scivoloso. Come se non bastasse c’è anche il ritardo in velocità di punta, che su un rettilineo lungo come quello qatariota si fa sentire eccome: “Ci mancano 10 km/h rispetto a Ducati e Honda”, rivela Valentino Rossi.

Ma c’è anche un’altra questione, apparentemente minore, che però sarebbe superficiale sottovalutare. Ciò che aveva maggiormente rinfrancato gli animi dei tecnici giapponesi, dopo i collaudi in Malesia, era stato il fatto che Rossi e Vinales avessero appianato le loro divergenze tecniche e indicassero finalmente un’unica direzione da percorrere a livello tecnico. Ieri, dai due lati del box, si è invece tornati a vedere la situazione in modo diametralmente opposto. “Questa è la miglior Yamaha che abbia mai guidato”, ha esultato Top Gun, che invece si è piazzato secondo assoluto. “Se lo dice lui… spero abbia ragione”, ha ribattuto a mezza bocca il suo compagno di squadra. La storia recente del team dei Diapason, però, ci insegna che in genere è l’esperienza del numero 46 a vederci più chiaro. E questa sì che è una considerazione davvero preoccupante.

Fabrizio Corgnati