La Ferrari di Charles Leclerc davanti alla Williams nei test F1 di Barcellona 2019 (Foto Pirelli)
La Ferrari di Charles Leclerc davanti alla Williams nei test F1 di Barcellona 2019 (Foto Pirelli)

F1 | Test F1, le pagelle: i team e le macchine promosse e bocciate

Andata in archivio la prima settimana dei test F1 a Barcellona, è il tempo di tracciare un primo bilancio di quanto abbiamo avuto modo di vedere. Basarsi solo sulle classifiche finali, a questo punto del pre-campionato, è sempre un errore: dunque noi di TuttoMotoriWeb.com abbiamo provato a fare un’analisi più approfondita, mettendo in ordine le dieci scuderie del Mondiale di Formula 1 2019 sulla base di quanto hanno effettivamente messo in mostra nei quattro giorni di prove al Montmelò.

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Ferrari: voto 9,5. Sposiamo in pieno il giudizio che Sebastian Vettel ha emesso dopo un solo giorno: “Questa macchina è vicina alla perfezione”. Non ci azzardiamo a promuoverla a pieni voti semplicemente perché si tratta solo di test F1, e farsi trascinare da un eccessivo entusiasmo quando ancora non si è corso nemmeno un metro di gara sarebbe un errore imperdonabile. Ciononostante, quanto si è visto finora della SF90 è stato tutto positivo: la macchina ottiene dei tempi eccezionali con apparente facilità, in pista sembra viaggiare sui binari e per giunta ha accumulato una quantità di chilometri impressionante senza accusare il benché minimo guaio in termini di affidabilità. Ottimo anche l’affiatamento tra i due piloti: Vettel si è preso in carico i galloni di capitano mentre Leclerc ha imparato in fretta. Avanti così.

Alfa Romeo: voto 8,5. La macchina è nata indubbiamente bene. Se il nuovo alettone anteriore rappresenta uno dei punti di forza della Ferrari, questo vale a maggior ragione per la Alfa, che ha optato per un design ancora più innovativo e radicale. La velocità ha impressionato, non tanto sul giro secco, quanto soprattutto per la sua costanza di rendimento sul passo gara. Con l’esperienza di Raikkonen e l’esplosività di Giovinazzi sembrano avere tutte le carte in regola per piazzarsi direttamente in testa al gruppo degli inseguitori.

Red Bull: voto 8. Al momento i passi in avanti compiuti non sembrano tali da permetterle di avvicinarsi al duo Ferrari-Mercedes e di scrollarsi di dosso la fastidiosa etichetta di terza incomoda. Ma alla vigilia la principale incognita per il team dei Bibitari era rappresentata dal nuovo motore Honda, che in passato aveva deluso sia per la sua potenza che, soprattutto, per la sua affidabilità. Entrambi questi problemi non si sono manifestati nella prima settimana di test F1 a Barcellona e questo è stato sufficiente perché gli ingegneri concludessero le prove con un sorriso stampato sul volto.

Renault: voto 8. I dati positivi vengono dal cronometro: Hulkenberg ha chiuso in testa alla quattro giorni, Ricciardo al terzo posto; la macchina si è dimostrata competitiva fin da subito e con una certa facilità. Quelli negativi dall’affidabilità: il team è riuscito a mettere insieme relativamente pochi giri e ha concluso la sua ultima sessione in anticipo perché Hulkenberg è rimasto fermo in pista. Non certo un buon segnale. L’impressione complessiva, comunque, è che la squadra francese abbia compiuto un passo in avanti e si sia avvicinata ai tre top team, come ci si aspetta da una Casa ufficiale a tutti gli effetti.

Mercedes: voto 7,5. Trattandosi di pagelle, ci verrebbe da dire che i campioni del mondo sono rimandati: non a settembre, in questo caso, ma alla prossima settimana di test F1. Per tre giorni hanno portato avanti il loro lavoro sulla durata, ma anche quando al giovedì si sono finalmente concentrati sulla prestazione sul giro secco, i risultati comunque non sono stati entusiasmanti. Quel che più preoccupa è il comportamento della W10, che manifesta un visibile sottosterzo ad alte velocità. Un problema tipico della Freccia d’argento, per via del suo assetto non picchiato (in controtendenza con quello di Ferrari e Red Bull), ma che in quest’ultimo modello sembra essersi aggravato, tanto che né Hamilton né Bottas sono per ora riusciti a fare il salto di qualità quando hanno montato le gomme morbide. I tecnici anglo-tedeschi hanno ancora tanto lavoro da fare.

Haas: voto 7. Qualche inconveniente di affidabilità c’è stato, specialmente al mercoledì, ma nelle giornate più fortunate è riuscita a mettere insieme tanti giri con un passo promettente. E poi una certezza non da poco ce l’ha: quel motore Ferrari che è cominciato ad andare forte fin da subito, sia che fosse montato sulla Rossa di Maranello, sia sulla Alfa Romeo, e ovviamente anche sulla monoposto americana.

Racing Point: voto 6,5. Quello che a scuola si chiamerebbe un voto di incoraggiamento. La macchina non pare niente di speciale, ma finalmente la squadra ha trovato una sua stabilità societaria, e questo ad oggi è l’aspetto più importante. Se sotto la proprietà di Vijay Mallya si limitava faticosamente a sopravvivere, ora che è stata comprata da papà Stroll può finalmente stabilire una strategia a lungo termine per raggiungere i suoi obiettivi ambiziosi. Ci aspettiamo presto una crescita dal punto di vista della tecnica e della competitività.

McLaren: voto 6,5. Nel corso delle giornate dei test F1 ha messo in luce degli indubbi miglioramenti. Ma i dubbi continuano ancora a superare ampiamente le certezze. La vettura di Woking, per ora, non ha brillato, sia in configurazione da qualifica che in quella da gara: dovrebbe riuscire a trovare di nuovo il suo posto a centro classifica, ma difficilmente riuscirà ad impensierire le scuderie che le stavano davanti già nel 2018.

Toro Rosso: voto 6. Non lasciatevi trarre in inganno dal miglior tempo del giovedì e dalla seconda posizione del venerdì. Quei giri sono maturati nel corso delle simulazioni di qualifica che il team ha giustamente deciso di compiere durante i test F1, specialmente per abituare l’inesperto Albon a spingere al massimo con una monoposto di F1. Ma la vettura di Faenza sembra quella con meno aderenza in assoluto: nonostante un bilanciamento decente, in pista continua a muoversi molto. La scuderia può beneficiare del suo legame sempre più stretto con la sorella maggiore Red Bull, ma la strada da percorrere per avvicinarsi al top è ancora molto lunga.

Williams: voto 3. Ci ha messo due giorni e mezzo solo per scendere in pista. In clamoroso ritardo sia sui programmi di progettazione e sviluppo che, tanto più, nei riscontri del cronometro. Oltretutto questa lunga attesa non è stata nemmeno ripagata più di tanto: anche esteriormente, la vettura appare la più basica del lotto nelle sue forme. Peggio di così non poteva andare, l’unico lato positivo è che partendo così in basso la scuderia di Grove ora non può far altro che migliorare. Ne avrà tanto bisogno.

Fabrizio Corgnati