MotoGP Indonesia dal 2021

MotoGP in Indonesia dal 2021: firmato l’accordo con Dorna

Il Motomondiale potrebbe sbarcare in Indonesia già a a partire dal 2021. Il Paese asiatico non solo è uno sbocco vitale per il mercato delle due ruote, ma vanta un pubblico sempre più numeroso e caloroso. Sull’isola di Lombok a breve partirà la costruzione di un tracciato cittadino della lunghezza di 4,32 km e con 18 curve.

Si tratterebbe di un ritorno della MotoGP in Indonesia, considerata la parentesi del 1996-1997 a Sentul. Conti alla mano, dal prossimo anno il Motomondiale tornerà in Finlandia portando a 20 il numero delle gare. Un numero che non sembra sia destinato ad aumentare ulteriormente a distanza di un anno. A questo punto uno degli attuali Gran Premi dovrebbe scomparire e gli occhi sono puntati su una tappa spagnola, dal momento che sono ben quattro.

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La MotoGP per riportare il turismo a Lombok

Come già segnalato lo scorso novembre, i piani sono già in fase avanzata. Il sito di circa 130 ettari è già stato acquistato e la società di costruzioni francese Vinci Construction ha ottenuto l’appalto per la costruzione. Dorna Sports, promotrice della MotoGP, e Tourism Development Corporation of Indonesia (ITDC), hanno firmato un contratto triennale per svolgere il Gran Premio dal 2021 al 2023. “Siamo certi che saremo in grado di ospitare la gara in Indonesia nel 2021”, ha dichiarato Abdulbar M. Mansoer, direttore dell’Ufficio del turismo indonesiano. “Abbiamo un contratto firmato con Promoter Dorna Sports”. Questo contratto è stato firmato il 29 gennaio a Madrid. Ha una durata di tre anni e include l’opzione di un’estensione. Per la realizzazione del circuito è previsto un investimento di circa 50 milioni di dollari, finanziati in gran parte da investitori privati. “Nel terzo trimestre di quest’anno, inizieremo la costruzione”, afferma Abdulbar M. Mansoer. I lavori dovrebbero concludersi nel giro di un anno ed è prevista anche la realizzazione di alcuni hotel, con l’aeroporto di Lombok situato a soli 20 km di distanza. L’obiettivo è riportare il turismo in questa regione colpita da forti terremoti nel 2018 (oltre 500 morti), riducendo notevolmente i flussi di arrivi.