Mattia Guadagnini (Instagram)

Motocross | ESCLUSIVA, Mattia Guadagnini: “Che onore il paragone con Cairoli”

Se il motocross italiano è fossilizzato nell’osservare la prossima impresa di Tony Cairoli, alle sue spalle ci sono già delle nuove leve che sono pronte ad emergere e a raccogliere un domani la sua eredità. Tra i tanti spicca la stella di Mattia Guadagnini, 17 anni e una gran voglia di stupire. Il rider veneto ha già impressionato ai recenti Internazionali d’Italia e noi di Tuttomotoriweb.com abbiamo avuto il piacere di intervistarlo in esclusiva.

Come nasce la tua passione per il motocross?

Mio papà gli è sempre piaciuto correre in moto, non ha mai fatto gare di alto livello, ma già da piccolo mi ha comprato una moto e ho cominciato a 4 anni e continua quella passione.

Il numero 101 da dove arriva?

La prima moto che mi ha comprato mio padre avevo il 103. Poi l’ho dovuto cambiare perché l’ho trovato occupato e ho scalato di due numeri. Non c’è quindi una vera motivazione dietro questo numero, ma ormai è 10 anni che ce l’ho.

Quale è il tuo obiettivo stagionale?

Siamo partiti con l’idea di fare il Campionato Europeo di EMX e quindi l’obiettivo è di vincere quello, poi correrò il Campionato Italiano, quindi spero di far bene lì.

Ti pesa essere tra i possibili eredi di Tony Cairoli?

Intanto spero di esserlo, ci sono tanti ragazzi italiani che vanno forte e per me è un onore, mi fa piacere essere definito così. L’Italia ha bisogno di piloti così, io cerco semplicemente di dare il massimo e speriamo bene.

Cosa pensi si possa fare per aumentare la visibilità del motocross?

Si qui in Italia è abbastanza un problema. Io penso che la miglior cosa che si possa fare è portare dei risultati. Senza risultati non ti guarda nessuno. Abbiamo comunque Cairoli che sta portando comunque molti risultati. Secondo me bisogna invogliare i giovani a correre in moto e ad appassionarsi e portare dei risultati importanti nel motocross mondiale.

Chi è il tuo punto di riferimento e perché?

Naturalmente è Tony Cairoli perché è l’italiano più forte che ci sia mai stato nel motocross. Anche in tutto il mondo è ritenuto tra i più forti di sempre, è il pilota perfetto sotto tutti i punti di vista, da come gestisce la gara a quello che fa.

Quanto servirebbe nel motocross un’Academy come quella che ha messo su Valentino Rossi nel Motomondiale?

Penso che potrebbe essere molto utile per fare una bella squadra. Ricevere dei consigli da piloti di alto livello per i giovani sarebbe molto utile. Poi allenarsi insieme è la cosa fondamentale. Quindi potrebbe essere una soluzione molto utile per far crescere i giovani.

Qualche mese fa parlando con Tony mi disse che avrebbe voluto fare qualcosa di simile per i ragazzi. A te farebbe piacere farne parte?

Mamma mia certo che si. Sarebbe bellissimo e anche utilissimo.

Con una moto nettamente inferiore hai tenuto testa a Prado agli Internazionali. Quanto conta in questo sport il pilota?

La differenza la fa il pilota, perché puoi anche avere la miglior moto, ma se non vai non vai. Comunque non credo che la mia moto fosse tanto inferiore a quella di Prado. Le 250 due tempi vanno comunque molto forte quindi non dico che è stato tutto merito della moto, ma comunque penso che non sia così tanto inferiore anche se la sua era ufficiale e la mia completamente originale.

Hai mai parlato con Tony? Ti ha dato qualche consiglio?

Parlato io no, ci siamo salutati qualche volta perché conosce il mio nome, mi ha fatto i complimenti l’anno scorso a fine stagione e anche dopo la gara agli Internazionali, ma è già tanto.

Secondo te chi vince il mondiale tra Cairoli e Herlings?

Una domanda difficile perché l’anno scorso si è visto che Herlings ne aveva un po’ di più. Io tifo per Tony e ho visto che si è allenato veramente bene e anche agli Internazionali con gli altri piloti ha dimostrato di essere nettamente superiore. Però Herlings ha qualcosina in più, diciamo che Tony è più sicuro nella guida, sbaglia meno, Herlings, invece, è un po’ una mina vagante. Sarà bella da vedere, poi Herlings si è già fatto male quindi vedremo.

Ultima domanda: dove ti vedi tra 10 anni?

Spero di vedermi in MXGP e sogno di vincere il mondiale.

Antonio Russo