Delusione Mercedes: cosa succede ai campioni del mondo?

Lewis Hamilton al volante della Mercedes W10 nei test F1 di Barcellona 2019
Lewis Hamilton al volante della Mercedes W10 nei test F1 di Barcellona 2019 (Foto Mercedes)

F1 | Delusione Mercedes: cosa succede ai campioni del mondo?

Non pensavamo che ci saremmo mai trovati a scrivere una frase del genere, ma i dati di fatto hanno superato ogni più assurda previsione. Le Mercedes hanno chiuso la terza giornata di test F1 a Barcellona in fondo alla lista dei tempi: se si esclude la rediviva Williams, addirittura in penultima e ultima posizione assoluta rispettivamente con Valtteri Bottas e Lewis Hamilton. Dunque, cosa sta succedendo davvero ai campioni del mondo in carica?

Intendiamoci, nessuno può essere così scellerato da credere che la squadra che ha dominato gli ultimi cinque Mondiali di Formula 1 sia improvvisamente precipitata nelle retrovie. Tanto più che le Frecce d’argento ci hanno abituati anche negli anni passati a non scoprire le proprie carte nelle prove pre-campionato, aspettando l’inizio della stagione per mostrare la vera competitività delle loro monoposto. Ma stavolta la situazione sembra un po’ diversa rispetto a quella degli inverni scorsi.

In passato, infatti, i loro giri veloci arrivavano quasi spontaneamente, anche senza spingere al massimo, persino mentre si concentravano sui collaudi dell’aerodinamica o dell’affidabilità. In queste prime giornate dei test 2019, invece, a colpire è stata soprattutto l’entità del distacco accusato dalla Mercedes: ben due secondi, non solo rispetto alla diretta avversaria Ferrari, ma anche rispetto ai tempi ottenuti da lei stessa con l’ultimo modello della monoposto nel Gran Premio di Spagna 2018 su questo stesso circuito. Due secondi sono tanti, troppi per essere spiegati semplicemente con l’uso delle gomme dure e con un serbatoio carico di carburante.

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Tutti i dubbi della Mercedes

Forse il potenziale di questa W10 si sta effettivamente rivelando inferiore alle aspettative della squadra anglo-tedesca. Che nel box argentato stia iniziando a serpeggiare un clima di incertezza lo confermano le parole dichiarate ieri sera dal direttore tecnico James Allison: “Abbiamo dedicato questa prima parte dei test alle simulazioni di gara, adesso potremo iniziare a concentrarci sulla prestazione, sia domani che soprattutto la settimana prossima”. Come a dire che ora la Mercedes sente il bisogno di ottenere rassicurazioni sull’effettiva velocità della sua monoposto, e se la sua strategia iniziale era quella di non accelerare mai il ritmo, allora è arrivato il momento di cambiarla drasticamente. I risultati, però, tardano ancora a venire: al giovedì mattina Hamilton ha effettivamente montato le gomme morbide e staccato il suo miglior crono della settimana, ma comunque senza ottenere particolari record.

La differenza con la Ferrari si nota anche a occhio nudo: mentre la SF90 sembra avere tutte le caratteristiche di una vettura “vicina alla perfezione”, come l’ha definita lo stesso Sebastian Vettel, veder girare la W10 non fa lo stesso effetto. “La Ferrari sembra sui binari, mentre la Mercedes è più nervosa”, ha riassunto Alain Prost, oggi consulente della Renault. Buona parte del merito sembra da attribuire al design più efficace dell’ala anteriore della Rossa. Certo, a Brackley potrebbero copiarla, essendo “molto bravi a risolvere i problemi”, come ha sottolineato il team principal ferrarista Mattia Binotto, ma è altrettanto vero che “per cambiare il nostro approccio ci vorrebbero settimane”, come ricorda il suo omologo Toto Wolff. Insomma, per la prima volta nella sua storia recente la Mercedes sembra costretta a ricoprire l’insolito ruolo di inseguitrice. “Non possiamo rimanere i favoriti per sempre”, ammette Wolff. “Realisticamente, la Ferrari sembra avere mezzo secondo di vantaggio su di noi. Noi non abbiamo ancora mostrato tutto il nostro potenziale, ma in effetti neanche loro”. A meno che, alla fine, tutto questo non si dimostri solo un abile gioco di pretattica…

Fabrizio Corgnati