La Mercedes di Valtteri Bottas in pista nei test F1 di Barcellona 2019 (Foto Mercedes)
La Mercedes di Valtteri Bottas in pista nei test F1 di Barcellona 2019 (Foto Mercedes)

F1 | Mercedes chiude davanti alla Ferrari. Ma non tutto è come sembra…

Se la Mercedes voleva mettere paura alla Ferrari, non ci è riuscita. Ieri era stato il direttore tecnico della Freccia d’argento in persona, James Allison, ad anticipare che, dopo essersi concentrati per tre giorni di fila sull’affidabilità, Lewis Hamilton e Valtteri Bottas avrebbero iniziato finalmente a cercare la prestazione pura. E in effetti oggi si sono schiodati dalle posizioni di rincalzo della classifica, per portarsi subito davanti al ferrarista Charles Leclerc. Ma questa classifica merita un’analisi più approfondita.

Bottas ha fermato i cronometri in 1:17.857, montando però la gomma supermorbida (marchiata con la sigla C5), Hamilton ha girato in 1:17.977 con lo pneumatico morbido (il cosiddetto C4), mentre Leclerc ha staccato il tempo di 1:18.046 ma con la mescola media (la C3). Insomma, la Ferrari ha accusato un distacco rispettivamente di meno di due decimi dalla Mercedes del finlandese e di sette centesimi da quella dell’anglo-caraibico. Ma bisogna tenere in considerazione che le tre macchine hanno utilizzato coperture diverse, e dunque per valutarne l’incidenza ci affidiamo alle stime ufficiali rese note dalla stessa fornitrice, la Pirelli. Il responsabile Mario Isola ha parlato di una differenza di sei decimi tra la mescola C3 e la mescola C4 e di altri sei decimi tra la C4 e la C5.

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Mercedes e Ferrari alla prova dei test

Facendo i relativi calcoli, questo equivale a dire che, a parità di gomma, Leclerc avrebbe girato di poco più di mezzo secondo più rapido di Hamilton e di un intero secondo più veloce di Bottas. Insomma, se questa doveva essere la prima giornata in cui i campioni del mondo si sarebbero dedicati al giro secco, il risultato finale rimane piuttosto deludente. È vero che oggi Valtteri ha ottenuto il tempo più veloce dell’anno per la Mercedes a Barcellona e che Lewis ha spinto più forte di chiunque altro con le gomme morbide, ma il ritardo stimato dalla diretta concorrente Ferrari rimane netto e, per ora, incolmabile. Buone notizie giungono anche dalla Alfa Romeo, che oggi ha schierato al volante Antonio Giovinazzi. Il suo tempo lo ha classificato in settima posizione, ma il giovane pugliese ha lavorato soprattutto sulle simulazioni di gara, mettendo in mostra un passo che virtualmente lo piazzerebbe subito dietro ai tre top team, dunque in testa al gruppo degli inseguitori.

Il leader assoluto del giovedì, però, è stato a sorpresa Nico Hulkenberg, che ha approfittato anche lui delle gomme più veloci in assoluto per stampare un 1:17.393 a un’ora e mezza dalla bandiera a scacchi (e poco prima di fermarsi in pista per un guasto alla sua Renault). Il crono più veloce di tutta la prima settimana di test F1 al Montmelò, e di soli due decimi più lento di quello ottenuto un anno fa da Sebastian Vettel. Come a dire che, se la Federazione internazionale dell’automobile si illudeva, con il nuovo regolamento che ha allargato e rialzato gli alettoni, di aver ridotto il carico aerodinamico delle monoposto e dunque le loro prestazioni, si dovrà presto ricredere. Il lavoro svolto dagli ingegneri di tutte le squadre sulle altre componenti aerodinamiche ha già ampiamente compensato questo handicap.

Fabrizio Corgnati