Spaccio di droga 2.0: smantellata banda di “Cyber-Pusher”

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Bitcoin (Getty Images)

Sgominata una banda di spacciatori, della quale facevano parte anche alcuni minorenni, che spacciava droga utilizzando strumenti tecnologici per l’acquisto delle sostanze stupefacenti nonché per comunicare.

Anche il la criminalità sembra essersi adattata alla tecnologia, la quale sempre più diviene parte della nostra quotidianità con strumenti ormai divenuti essenziali come smartphone, pc e applicazioni specifiche. Una banda di spacciatori tra cui figuravano anche dei minorenni era riuscita a creare un meccanismo per l’acquisto e la vendita delle sostanze stupefacenti servendosi dei più innovativi strumenti tecnologici: internet, criptovalute e Surespot, un sistema molto simile all’applicazione di messaggistica istantanea WhatsApp ma in grado di codificare le chat al suo interno. La banda è stata smantellata grazie all’intervento dei Carabinieri che hanno scoperto il sistema di spaccio ed eseguito l’ordinanza delle misure cautelari.

Bitcoin e messaggi codificati per acquistare e spacciare droga

Un’operazione dei Carabinieri di San Prisco (Caserta) coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha sgominato una banda di spacciatori che per comprare e vendere le sostanze stupefacenti si serviva di strumenti tecnologici all’avanguardia. Il gruppo, composto da 11 soggetti, 6 dei quali minorenni, secondo quanto scoperto dalla indagini effettuate dai militari dell’Arma e coordinate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, acquistava la droga su internet utilizzando criptovalute (Bitcoin) per effettuare i pagamenti con l’intenzione che questi rimanessero non tracciati. Una volta arrivate per posta dal nord Italia, le sostanze stupefacenti (marijuana e hashish) venivano spacciate a Santa Maria Capua Vetere e nelle zone vicine dai pusher i quali comunicavano tra loro con Surespot, un sistema molto simile all’applicazione WhatsApp, ma in grado di codificare le chat. I fatti risalgono al periodo 2015-2016 ed in manette sono finiti due 19enni ed un 29enne. Altri due componenti della banda anch’essi maggiorenni, di 22 e 21 anni, sono stati posti agli arresti domiciliari e tutti i 5 sono accusati di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e di detenzione di sostanze stupefacenti in concorso. Per gli altri sei componenti minorenni della banda è arrivato un avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso dalla Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli.

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