Reddito di cittadinanza
Il Premier Giuseppe Conte e il vice premier Luigi Di Maio presentano la card per il reddito di cittadinanza (Getty Images)

Approvato dal Governo un emendamento per effettuare maggiori controlli sulla concessione del reddito di cittadinanza. Nel mirino ci sono i soggetti che hanno divorziato e quelli che hanno effettuato il cambio di residenza dopo il 1° settembre 2018.

La commissione Lavoro del Senato è impegnata sul fronte reddito di cittadinanza e quota 100, i punti cardine del decretone approvato dal Governo. Per quanto riguarda il sussidio, il quale verrà concesso solo in forza di determinati parametri, sono arrivate novità per smascherare i cosiddetti “furbetti”. Il Governo ha approvato un emendamento attraverso il quale si dispongono maggiori controlli per quanto riguarda la concessione del reddito. Nel mirino sono entrati i divorzi ed i cambi di residenza effettuati per rientrare nei parametri richiesti.

Reddito di cittadinanza: controlli più scrupolosi per evitare i “furbetti”

La commissione Lavoro in Senato ha approvato un emendamento della Lega che porterà più controlli sulla concessione del reddito di cittadinanza. Nello specifico in tale emendamento si prevede il controllo al fine di stanare i cosiddetti “furbetti” che troveranno alcuni escamotages per accedere al sussidio che verrà concesso da aprile, previa presentazione della domanda. L’obiettivo è quello di evitare i finti divorzi ed i cambi di residenza strategici. Al fine di contrastare questi escamotages, sono entrate attraverso l’emendamento dei requisiti specifici ovvero:

  • Chi chiede il reddito e ha divorziato dopo il primo settembre 2018, sarà escluso dal beneficio senza appositi verbali certificati dalla polizia locale che attestano il cambio di residenza;
  • Per chiunque abbia presentato domanda per il reddito ed ha cambiato residenza dopo il primo settembre 2018, si procederà a scrupolosi controlli da parte dei Vigili Urbani per attestare la veridicità del trasferimento.

Inoltre con l’emendamento approvato nel corso della giornata di ieri sono state introdotte nuove sanzioni. Chi rilascerà dichiarazioni mendaci per accedere al reddito di cittadinanza sarà escluso per 5 anni dall’accesso al beneficio concesso dal Governo. Infine, sono previsti anche servizi sociali per chi accederà al reddito di cittadinanza: con l’accordo del comune e del beneficiario si può passare da 8 a 16 ore.

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