La campagna pubblicitaria No-Vax
La campagna pubblicitaria No-Vax (foto dal web)

Tutta colpa di una campagna pubblicitaria. A Trento un gruppo di No-Vax ha deciso di far girare per le strade della città dei cartelloni pubblicitari definiti da molti un’offesa e un gesto di pessimo gusto.

Bimbi non vaccinati paragonati a quelli che durante il periodo nazi-fascista venivano deportati nei campi di concentramento e una frase: “La storia si ripete“. Questo è il manifesto propagandistico che nella giornata di oggi stava girando per le strade di Trento a seguito dell’idea avuta da alcuni No-Vax del gruppo “sIamo“.

La strategia utilizzata per questa campagna è stata definita fallimentare, ma ancor di più offensiva: le immagini parlano da sole, vengono messe a paragone una bambina deportata in un campo di concentramento ed una non vaccinata divise dagli hashtag #Vaccinazismo e #Nonripetiamogliorrori. In cima al manifesto, poi, un raffronto: secondo gli ideatori della campagna pubblicitaria l’esclusione dalle scuole dei bambini non vaccinati, giustificata dalla teoria dell’immunità di gregge, sarebbe identica a quella che prevedeva l’esclusione scolastica degli ebrei a causa della teoria della superiorità della razza ariana sostenuta dai nazisti nel 1939. Bambini vittime della Shoah sono stati paragonati a quelli esclusi dalle scuole per non aver effettuato i vaccini. In realtà, peraltro, la bambina del cartellone non era neanche ebrea, ma polacca e si chiamava Czeslawa Kwoka; la piccola venne deportata ad Auschwitz all’età di soli 14 anni come prigioniera politica.

La reazione delle istituzioni: impedire la circolazione

A parlare è il consigliere Andrea Maschio del Movimento 5 stelle il quale dice: “Da vaccinato e padre di figli vaccinati continuo a pensare che la questione vaccini vada affrontata seriamente entrando nel merito dei possibili danni che può creare soprattutto nella metodologia oltre all’obbligatorietà di un numero cosi elevato degli stessi. Poi arriva una campagna pubblicitaria di questo tipo che mina seriamente il lavoro fatto ed i tentativi di confronto. Condanno nel modo più serio e fermo questo oltraggio. Dimostra spregio della storia, delle vite umane che sono state distrutte, delle famiglie che ne hanno e che ne soffrono ancora. Fa parte di una deriva che mi spaventa e che pare permettere tutto a tutti e che può finire nell’impedire poi tutto a tutti….la storia dovrebbe insegnare qualcosa ma pare non sia così“. Più dura, invece, la reazione di Alessandro Bertoldi, presidente di Alleanza per Israele: “È quanto di più offensivo nei confronti delle vittime della Shoah sia mai stato propagandato negli ultimi anni“.