Caso Vannini, le parole dei soccorritori: tutta la verità – Video

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Caso Vannini madre
Caso Vannini, colpo di scena che sconvolge la madre (websource/archivio)

Caso Vannini, dopo le sentenze arrivano le parole dei soccorritori: la loro verità in un servizio de Le Iene Show, video.

Emergono nuove verità sul caso Vannini in un servizio realizzato da Giulio Golia per Le Iene show. L’inviato della trasmissione di Italia 1 ha incontrato i soccorritori di Marco che hanno raccontato la loro verità dopo le sentenze della Corte d’Appello che ha condannato Antonio Ciontoli a 5 anni di reclusione con l’accusa di omicidio colposo, a tre anni di reclusione la moglie di Antonio Ciontoli, Maria Pezzillo e i suoi due figli, Martina e Federico Ciontoli. Assolta, invece, Viola Giorgini, fidanzata di Federico Ciontoli.

Caso Vannini: le verità dei soccorritori di Marco

Giulio Golia de Le Iene Show ha incontrato le persone che, per prime, prestarono soccorso a Marco la tragica sera della sua morte. «Antonio mi è venuto incontro, mi disse che il ragazzo si era sentito male, colto da un attacco di panico. Era sdraiato per terra, con la testa rivolta verso le scale e le gambe alzate. Marco era cosciente, non rispondeva, lo sollecitavo. Lui non ce la faceva a parlare», racconta un soccorritore mentre Ilaria, un’altra ragazza, aggiunge – «Quella sera parlò solo il signor Ciontoli, con Federico che annuiva e basta. C’era un buchino piccolissimo, era pulito e asciutto, quasi cicatrizzato. Non c’era sangue». E ancora: «Mentre lo visitavamo, disse che potevano portarlo loro all’ospedale: hanno insistito come se volessero liquidarci. Avrei voluto fare tanto di più se ce lo avessero concesso, ci hanno ingannati».

I soccorritori, inoltre, hanno sottolineato che «nessuno ci chiese di salire in ambulanza, riesce a dire solo ‘aiuto ragazzi, aiutatemi’. Non riusciva ad esprimersi, era solo una richiesta di aiuto»,

Dichiarazioni che fanno discutere e che creano rabbia nella famiglia di Marco Vannini, sconvolta per le sentenze. Subito dopo la decisione della Corte d’Appello, la mamma di Marco, ai microfoni de Il Messaggero, ha detto: «Mio figlio me l’hanno ammazzato un’altra volta. La Giustizia è morta. La vita di mio figlio per i giudici vale cinque anni. I carabinieri mi hanno anche buttata fuori dal tribunale perché ho protestato. L’Arma si è vergognata di aver espletato questo servizio».