Wolff contro Binotto: “Ha già deciso su chi puntare”

Toto Wolff (Getty Images)

F1 | Wolff contro Binotto: “Ha già deciso su chi puntare”

I test invernali della F1 sono appena cominciati, ma gli animi delle principali avversarie per il titolo Mercedes e Ferrari sono già belli caldi. Nelle ultime ore si è infatti innescata una polemica sugli ordini di scuderia tra il neo boss del Cavallino Mattia Binotto e quello di Stoccarda Toto Wolff.

Avere una coppia di piloti così competitivi non credo che sia un problema, ma un’opportunità“, ha affermato il tecnico italo-svizzero lasciando aperta la porta del comando dal muretto. “Vettel ha ben poco da dimostrare, e resta la nostra guida,Leclerc ha invece ancora da imparare, come sottolineato da lui stesso, ma conosciamo il suo talento. Credo sia normale, soprattutto all’inizio della stagione, che se ci saranno situazioni particolari la nostra priorità possa essere Sebastian, è lui la guida su cui puntiamo in chiave campionato. Fermo restando, però, ciò che conta è far vincere la Rossa. Comunque, spero di avere un problema del genere, ovvero due piloti da gestire nelle prime posizioni!”.

Raggiunto da queste dichiarazioni dell’omologo di Maranello, il manager austriaco ne ha approfittato per tirare una bordata all’avversario, accusandolo di aver deciso le sorti della squadra prima ancora della risposta della pista. Qualcosa di diverso rispetto sia all’approccio delle Frecce d’Argento, ma pure da quello del predecessore al box Ferrari Maurizio Arrivabene, tenutosi sempre lontano dal sancire nero su bianco così in anticipo eventuali numeri 1 e numeri 2.

Mattia è una figura da non sottovalutare. Ha accettato una sfida molto impegnativa, ma sa bene cosa lo aspetta. Credo che voglia fare le cose a modo suo. Io lo rispetto molto e so che è un uomo davvero intelligente, capace di gestirsi in questo paddock.  Gli ordini di squadra sono sempre un argomento controverso, ne abbiamo discusso anche l’anno scorso. A mio avviso pronunciare queste parole all’inizio di un mondiale significa fare una dichiarazione ufficiale”, l’appunto di un Wolff alquanto perplesso.

Chiara Rainis