La chiavetta sulla Ducati Desmosedici GP19 di Andrea Dovizioso nei test MotoGP di Sepang 2019
La chiavetta sulla Ducati Desmosedici GP19 di Andrea Dovizioso nei test MotoGP di Sepang 2019

MotoGP | Ducati, ecco il nuovo (misterioso) trucchetto tecnico ideato da Dall’Igna

Quel gran genio di Gigi Dall’Igna ne ha inventata un’altra delle sue. Il direttore generale di Ducati corse, ingegnoso progettista e autentico guru tecnico della Rossa di Borgo Panigale, ha tirato fuori l’ennesima soluzione innovativa che ha lasciato tutti gli addetti ai lavori a bocca aperta. Si tratta di una grande chiavetta, montata sulla piastra di sterzo della nuova Ducati Desmosedici GP19, il cui funzionamento è tuttora avvolto dal mistero, tanto che gli ingegneri delle squadre avversarie hanno subito iniziato ad interrogarsi in merito.

A cosa serve questo comando, visibilmente progettato per essere azionato a mano dal pilota in corsa? Impossibile che si tratti di un dispositivo elettronico, poiché il regolamento proibisce chiaramente qualsiasi aggiunta alla centralina standard fornita da Magneti Marelli. Dunque la risposta all’interrogativo è da cercarsi sul fronte della meccanica. A sentire alcuni tra i più esperti osservatori e giornalisti specializzati, questa manopola andrebbe ad agire sull’ammortizzatore, bloccandolo letteralmente in fase di accelerazione, così da ridurre al minimo il rischio di impennata e da lasciare la moto il più piatta possibile.

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Ducati si ispira al motocross

L’origine di questo dispositivo va ricercata nel cosiddetto “holeshot device” che ormai da anni viene utilizzato nelle moto da cross: applicato sulla forcella anteriore, alla partenza della gara la manda in compressione, in modo da impedire il sollevamento della ruota davanti. Nel caso della Ducati, invece, il dispositivo sarebbe applicato sull’ammortizzatore posteriore: in pratica il pilota potrebbe premere il freno, facendo così abbassare la sospensione, e a quel punto ruoterebbe la chiavetta in modo da bloccarla in quella posizione. Compiendo questa operazione alla fine del giro di formazione, poco prima dello spegnimento dei semafori, al momento del via si eviterebbe di sprecare energia comprimendo la sospensione quando si apre il gas.

Non sarebbe comunque la prima volta in assoluto che una soluzione del genere viene applicata alle moto da pista. Già nel 2004 il team Honda nel campionato inglese di Superbike sperimentò un’idea del tutto analoga, in collaborazione con il costruttore di sospensioni Showa. L’esito, ha spiegato un ingegnere che all’epoca lavorò con i due piloti Ryuichi Kiyonari e Michael Rutter alla testata specializzata inglese Motorcycle News, fu un sistema che comportava inevitabili complicazioni ulteriori dal punto di vista tecnico, ma che aveva dato anche risultati promettenti. Quasi quindici anni dopo, grazie ai miglioramenti tecnologici maturati nel frattempo, Dall’Igna avrebbe dunque trovato il modo per applicarlo anche in MotoGP, dove rappresenta una novità assoluta. Chissà se questo dispositivo verrà effettivamente promosso dopo i test invernali e se lo vedremo montato sulle Ducati anche durante i Gran Premi, nel corso del campionato…

Fabrizio Corgnati