Ferrari, la nuova SF90 è nata bene (e non solo perché va forte)

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La Ferrari di Sebastian Vettel davanti alla Mercedes nei test F1 di Barcellona 2019
La Ferrari di Sebastian Vettel davanti alla Mercedes nei test F1 di Barcellona 2019 (Foto Pirelli)

F1 | Ferrari, la nuova SF90 è nata bene (e non solo perché va forte)

Smorziamo subito gli entusiasmi dei ferraristi: il miglior tempo staccato da Sebastian Vettel nella prima giornata di test F1 a Barcellona non significa molto. All’incognita (tipica delle prove invernali) dei carichi di carburante con cui ciascuna vettura ha girato va infatti aggiunta la considerazione che ci trovavamo pur sempre al debutto assoluto delle preparazioni pre-campionato. Dunque oggi i verdetti dei cronometri contano ancora meno del solito, le classifiche vanno prese con molte pinze e per spingere al massimo i top team avranno tutto il tempo più avanti. Però, c’è pur sempre un però.

La Ferrari, questa mattina, ha voluto mettere in piedi uno show a beneficio dei propri tifosi e della stampa, mandando in pista Vettel prima con le gomme bianche, poi con le più morbide gialle, a compiere una serie di giri veloci simulando una qualifica. Poi, nel pomeriggio, ha seguito l’esempio delle altre scuderie, dedicandosi a serie di tornate più lunghe in configurazione gara. Ma più dell’1:18.161 che rappresenta il suo miglior riscontro cronometrico finale è un altro numero ad attirare l’attenzione: 169. Sono i giri compiuti in tutto dal pilota del Cavallino rampante nel corso di questo primo lunedì di prove invernali. Per fare un confronto, i diretti avversari Valtteri Bottas e Lewis Hamilton, che invece si sono alternati per mezza giornata a testa al volante della Mercedes, sommati insieme ne hanno percorsi 19 di meno.

Ferrari, chi ben comincia è a metà dell’opera

Questa cifra non testimonia soltanto l’impegno fisico sopportato dallo stakanovista tedesco, che ha disputato l’equivalente di quasi tre Gran Premi in una sola sessione. Ma anche, e soprattutto, come la Ferrari SF90 sia nata decisamente bene: ha retto l’intero giorno di lavoro senza accusare nessun problema, nessun intoppo, nessun inconveniente, nessuna sosta forzata ai box, anche quando il quattro volte iridato l’ha spinta al massimo, al mattino. Compiere così tanti chilometri, all’esordio assoluto, già con un’affidabilità perfetta rappresenta un primo, ottimo indicatore delle qualità della nuova Rossa, visto che quello stesso motore sarà chiamato a durare per ben sette weekend di gara nel corso del campionato. In attesa di dare un voto definitivo anche sulla velocità, la vettura di Maranello può dunque incassare già una promozione sul fronte della solidità. E non è poco. I due secondi di vantaggio sul duo della Mercedes (decisamente irrealistici) rappresentano semmai una piacevole ciliegina sulla torta di questa prima buona giornata di test.

Tra le sorprese positive alla riaccensione dei motori al Montmelò vale però la pena anche di citare la Red Bull, e in particolare il suo nuovo propulsore Honda. Anche lui chiamato a rispondere presente sia sulla potenza che sull’affidabilità, nelle mani di Max Verstappen è riuscito a mettere insieme 128 giri e a stabilire la miglior velocità di punta assoluta in fondo al rettilineo. Vista l’esperienza dei test dei passati inverni, che non pochi grattacapi avevano provocato agli ingegneri motoristi nipponici, già un inizio del genere non è male…

Fabrizio Corgnati