Ferrari vs Mercedes, quale macchina è la migliore? Ecco il primo confronto

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La Mercedes W10 (in alto) e la Ferrari SF90 (in basso) in una vista laterale
La Mercedes W10 (in alto) e la Ferrari SF90 (in basso) in una vista laterale

F1 | Ferrari vs Mercedes, quale macchina è la migliore? Ecco il primo confronto

Per il primo (seppur molto provvisorio) verdetto della pista dovremo attendere domani, quando a Barcellona si accenderanno finalmente i motori per il primo test pre-campionato della Formula 1 2019. Ma, ora che le principali monoposto sono state finalmente svelate, possiamo già azzardare un confronto tecnico tra le duellanti attese per il prossimo Mondiale: Mercedes e Ferrari. Tra la W10 e la SF90, dunque, quale monoposto ha convinto di più gli addetti ai lavori, almeno sotto il profilo delle soluzioni progettistiche?

Intanto c’è un fatto che colpisce: tra le poche similitudini delle due grandi rivali c’è la filosofia ingegneristica. Nonostante il cambio dei regolamenti sugli alettoni, che ha comprensibilmente influito sull’intero equilibrio aerodinamico delle monoposto, infatti, entrambi i team hanno optato per non stravolgere il concetto delle proprie vetture, ma per mantenere ed estremizzare il lavoro svolto sui modelli della passata stagione. Lo dimostra il fatto che sulla Mercedes W10 si noti ancora un passo ancora molto lungo e un assetto praticamente neutro e non picchiato, e che la Ferrari SF90 abbia invece mantenuto le sue dimensioni più ridotte (pur aumentando l’interasse di qualche centimetro).

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Ferrari estrema, Mercedes prudente

Concentrandoci sull’ultima nata di casa Ferrari, però, la zona che più attira l’attenzione è indubbiamente il retrotreno, con le pance mai così snelle e rastremate e il cofano motore strettissimo. Per essere riusciti ad ottenere una fiancata dalla sezione così ridotta, i motoristi di Maranello hanno dovuto sicuramente svolgere un lavoro certosino, non solo di miniaturizzazione delle varie componenti meccaniche, ma anche di fluidodinamica interna, per ottimizzare le canalizzazioni. Al contrario, la Mercedes appare più complessa dal punto di vista aerodinamico, ma in particolare è nel muso che raggiunge la minore larghezza, mantenendo il suo consueto diffusore ad ala di manta. Il retrotreno è meno radicale rispetto a quello della Ferrari, da cui però riprende alcune soluzioni innovative, come le tre soffiature sul bordo laterale del fondo (ideate nel 2018 dalla Rossa anche se, almeno al momento, non presenti sulla nuova macchina) o i doppi piloni di sostegno dell’ala posteriore.

Che la Mercedes abbia complessivamente deciso di rischiare di meno lo si può vedere anche nell’interpretazione dei nuovi regolamenti sull’alettone anteriore, visibilmente più simile a quello dello scorso anno rispetto alla scelta della Ferrari, che ha invece adottato dei profili molto più svergolati e smussati. Sulla SF90 i dettagli originali non mancano di certo: ne sono esempi i doppi supporti degli specchietti e il deflettore contornato da altri piccoli elementi diversamente orientati. I campioni del mondo in carica, dal canto loro, non sono invece rimasti a guardare sul fronte motoristico: il propulsore è stato completamente riprogettato e anch’esso studiato a fondo per migliorare il raffreddamento, e dunque per necessitare di radiatori più piccoli, come conferma anche la presa d’aria più raccolta e ridotta. Punti di forza, dunque, ma presumbilmente anche di debolezza molto diversi tra le due macchine avversarie: sarà il cronometro a dirci se verrà premiato l’approccio conservativo di chi difende il titolo, o il coraggio di azzardare proprio di chi si ritrova costretto ad inseguire.

Fabrizio Corgnati