Bimba picchiata: l’accusa non è solo di tentato omicidio

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Polizia (foto dal web)

È stato convalidato il fermo per il 25enne accusato del pestaggio della figlia di 22 mesi della compagna. Secondo i pm che stanno coordinando delle indagini non si sarebbe trattato di un raptus.

Arrivano dei risvolti sul tragico caso della bambina di 22 mesi picchiata dal compagno della madre a Genzano nella notte tra il 13 ed il 14 febbraio. L’uomo, Federico Zeoli, disoccupato di 25 anni, una volta fermato dagli inquirenti a seguito dell’arrivo in ospedale della piccola aveva raccontato di essere stato colto da un raptus perché la bimba piangeva troppo. Secondo quanto scritto dal quotidiano La Stampa, gli investigatori, dopo aver raccolto il parere dei medici, sembrano non essere d’accordo con la versione fornita dall’aggressore.

Bimba di 22 mesi picchiata: convalidato il fermo per Zeoli

Il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo per Federico Zeoli, l’uomo detenuto nel carcere di Velletri e accusato del brutale pestaggio nei confronti della figlia di 22 mesi della compagna. Zeoli è accusato di tentato omicidio e, secondo quanto riportato da La Stampa, anche di maltrattamenti in famiglia. I pm hanno contestato anche il reato di maltrattamenti al 25enne molisano, con precedenti per stalking e lesioni nei confronti della precedente compagna, perché a loro avviso l’uomo avrebbe già in altre occasioni aggredito la compagna, la bimba di neanche due anni e gli altri fratellini della piccola (una gemellina e due fratellini di 5 ed 8 anni). Secondo gli investigatori, dunque, contrariamente a quanto dichiarato dall’aggressore in sede di interrogatorio, l’uomo non sarebbe stato colto da un raptus, quello dei giorni scorsi non sarebbe stato un episodio isolato, ma l’accaduto farebbe parte di una condotta reiterata. Ad avvalorare tale ipotesi sarebbe il parere dei medici i quali avrebbero affermato che le ferite sul corpo della bambina, ora ricoverata all’ospedale Bambino Gesù di Roma, non sarebbero compatibili con una caduta ed inoltre alcune di esse risalirebbero a tempo prima rispetto alla sera dell’aggressione. Le condizioni della piccola, che rimane in prognosi riservata, sembrano essere in leggero miglioramento e adesso riesce a respirare autonomamente senza l’ausilio dei macchinari.

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