Valentino Rossi ai box della Yamaha nei test MotoGP di Sepang 2019
Valentino Rossi ai box della Yamaha nei test MotoGP di Sepang 2019 (Foto Dainese)

MotoGP | Valentino Rossi, gli auguri di Carlo Pernat a TMW: “Macché vecchio…”

Buon compleanno Valentino Rossi: il Dottore oggi compie quarant’anni. E chi può fargli gli auguri in grande stile meglio di Carlo Pernat, il manager che scoprì il suo talento negli anni ’90 portandolo nel Motomondiale con la Aprilia. TuttoMotoriWeb lo ha interpellato per questa occasione speciale.

Carlo Pernat, Valentino Rossi compie oggi quarant’anni. Che messaggio di auguri gli manderesti?
Gli direi: sei a metà dell’opera. I tuoi quarant’anni non sono veri, sono taroccati, è come se ne avessi venticinque. Quindi, caro Valentino, ne hai ancora davanti… Secondo me ti hanno “scippato” il decimo titolo: ma se la tua Yamaha, che ami tanto, ti dà una mano, te la puoi ancora giocare, perché no? So che hai una paura folle di smettere di correre, e per questo andrai avanti come minimo ancora quattro anni. Forte sei forte, allenato sei allenato, hai creato un’Academy che non ha nessuno al mondo, sembra quella del Barcellona: più di così cosa devi fare?

Insomma, per Valentino Rossi l’età è solo un numero?
Secondo me sì, perché ha la grossa forza di divertirsi in quello che fa. Il fisico lo ha tenuto sempre bene, allenandosi tutti i giorni con i ragazzini: lui è l’unico a tenersi sempre a contatto con i giovani. La sua forma è perfetta, tale da consentirgli di lottare per le prime posizioni senza fare fatica.

Quindi se l’anno scorso, per la prima volta in Yamaha, non ha colto nessuna vittoria, i motivi sono stati soltanto tecnici?
Assolutamente, lui non c’entra niente, zero. Poi è chiaro: a quarant’anni non hai più margine di miglioramento, ma questo è un altro discorso. Se a quell’età tieni quel ritmo, quel fisico, quella voglia, quella capacità di correre, allora cosa vuoi migliorare? Rimane sempre un nove volte campione del mondo, non deve migliorare, ma solo mantenere quello che è. E in questo modo può vincere ancora.

Quindi il sogno del decimo titolo non è così impossibile?
Quella è una “mission impossible”, come quella di Tom Cruise. Però, nel film, alla fine ci riusciva. Se ti dovessi dire che oggi è il favorito, ti direi di no; però è uno di quelli che possono vincere.

Hai parlato di altri quattro anni di corse. Quindi sei convinto che questo non sarà il suo ultimo contratto?
Secondo me no, e spero di non sbagliarmi. Se vede che ha ancora le capacità, continuerà a correre fino all’ultima goccia di sudore.

Stando a quello che si è visto nei primi test, la Yamaha quest’anno sembrerebbe assecondarlo un po’ di più.
Rispetto alla stagione passata, sicuramente un passo in avanti lo hanno fatto. Ma bisogna ancora capire alcune cose. La Honda avrà i suoi problemi all’inizio perché Marquez non è a posto con la spalla e Lorenzo con lo scafoide, quindi mi aspetto che nelle prime gare siano penalizzati. La Ducati è la moto di riferimento, pulitissima. La Yamaha è più a posto dell’anno scorso, ma il risultato dipende più dalla Casa che dai piloti. È chiaro che non potranno rimanere sullo stesso livello del 2018, altrimenti gli ingegneri finiscono male…

Ma dimmi la verità, quando hai visto Valentino Rossi girare in pista per la prima volta, come hai fatto a capire che era un fenomeno, un pilota diverso dagli altri?
Te lo dico subito: mi sembrava Kevin Schwantz da giovane. Sembrava in sella a una bicicletta, buttava la moto di qua e di là, faceva delle traiettorie quasi impossibili. Ho pensato: “O è pazzo o è un campione”. Quella fu la mia prima impressione. La prima e l’unica.

Fabrizio Corgnati