Alfa Romeo, perché la nuova macchina 2019 è rivoluzionaria

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La Alfa Romeo C38 al debutto nel test di Fiorano
La Alfa Romeo C38 al debutto nel test di Fiorano (Foto Twitter)

F1 | Alfa Romeo, perché la nuova macchina 2019 è rivoluzionaria

Non è stata solo la livrea camouflage, che alternava i classici quadrifogli del marchio ai cuori che celebravano San Valentino, ad attirare l’attenzione sulla nuova Alfa Romeo che ha debuttato sulla pista di Fiorano. Anche il design della prima vettura interamente firmata dal team del Biscione, che ha raccolto il testimone dalla vecchia Sauber, ha colpito non pochi addetti ai lavori, meritandosi addirittura l’appellativo di “rivoluzionario”.

La Alfa Romeo Racing ha optato per rimandare la presentazione ufficiale, con la colorazione definitiva, a lunedì 18 febbraio, in coincidenza con l’inizio dei test pre-campionato della Formula 1 a Barcellona. Intanto, però, il battesimo della C38 (così si chiama la monoposto) ha già debuttato per un breve collaudo funzionale, organizzato proprio sul circuito privato della sorella maggiore Ferrari. La macchina era appena uscita dall’officina, tanto che il secondo pilota Antonio Giovinazzi è dovuto correre personalmente in aeroporto per recuperare l’ultimo pezzo necessario a finire di assemblarla. Alle 12:25 finalmente il motore si è acceso e il suo più esperto compagno di squadra Kimi Raikkonen ha potuto compiere 33 giri, prima di spedire la vettura in Spagna.

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Occhi sull’ala anteriore della Alfa Romeo

Un breve shakedown, dicevamo, concentrato soprattutto sull’aerodinamica, sull’assetto e sul controllo del corretto funzionamento dei vari sistemi, ma che ha permesso anche agli osservatori di scattare qualche foto da bordo pista e valutare così le forme della neonata Alfa Romeo. Chi si aspettava una specie di fotocopia sbiadita della vecchia Ferrari è rimasto deluso: la squadra di ingegneri, capitanata dal direttore tecnico Simone Resta e dal capo progettista Luca Furbatto (entrambi in prestito da Maranello) ha infatti realizzato un disegno inedito e ricco di soluzioni raffinate e innovative.

A sorprendere, in particolare, è stato l’avantreno della monoposto. Il muso finisce a punta, con una specie di nasino che ricava di fatto tre aperture. L’alettone anteriore, condizionato dal nuovo regolamento che ne ha modificato le dimensioni, è a sua volta particolarmente curato, con i flap superiori tagliati dalle paratie. “Non si è mai visto nulla del genere in nessun’altra vettura”, ha riassunto efficacemente Tobias Gruner, corrispondente dell’autorevole rivista specializzata tedesca Auto Motor und Sport. L’unico elemento di derivazione del Cavallino rampante è naturalmente il motore, lo stesso 064 che sarà montato anche sulla Ferrari e sulla Haas, insieme alla trasmissione e alle sospensioni posteriori, insomma all’intero retrotreno. Dunque, per quanto prestigioso possa essere il ruolo di seconda squadra della Rossa, è evidente che alla nuova Alfa Romeo Racing stia stretto: le stesse idee che stanno dietro al progetto di questa nuova C38 rivendicano un’identità autonoma e originale, che potrebbe anche portarla a risultati inattesi nel corso della stagione di Formula 1.

Fabrizio Corgnati