Le scommesse ai tempi dei Romani: dal Pari e Dispari al Testa o Croce

Scommesse romani antichi storia gioco
Colosseo (Getty Images)

Al giorno d’oggi non è così insolito giocare a Lotto, Superenalotto, 10eLotto, Vincicasa o Million Day. Le scommesse però avvenivano anche ai tempi dei Romani…

È innegabile il fatto che noi siamo figli della nostra storia. Partendo da questo presupposto è possibile ripercorrere le origini dell’attrazione dell’uomo per il mondo delle scommesse e del gioco, tradotta oggi con la grande diffusione dei concorsi Sisal (Lotto, Superenalotto, Vincicasa, Million Day, ecc…). Le scommesse nel gioco hanno tradizioni antichissime. Sin dai tempi dei Romani infatti la gente era solita scommettere nei modi più disparati. I dadi, gli astragali, testa o croce e morra erano i giochi più diffusi in quel periodo. Giocare però non era così facile come lo è oggi. A quei tempi infatti le scommesse erano consentite solo in determinati periodi (dicembre durante i Saturnali per il gioco d’azzardo e durante i Ludi circensi per le scommesse).

Chiunque veniva colto al di fuori di quei periodi a giocare o scommettendo del denaro era costretto a pagare una multa equivalente al quadruplo dell’importo scommesso. La ragione di tali divieti risiedeva nel fatto che le scommesse potevano riguardare un gran numero di beni o grandi quantità di beni, con la conseguenza di mettere in pericolo interi patrimoni. La legge dell’epoca inoltre dava delle garanzie anche a coloro i quali contraevano un debito di gioco: questi soggetti infatti potevano richiedere davanti al giudice la restituzione dell’importo versato per coprire quella tipologia di debito. I Romani amavano scommettere e lo facevano soprattutto su cavalli e gladiatori. Anche in altre occasioni però si era soliti puntare denaro e ricchezze.

I giochi e le scommesse dei Romani: dagli Astragali a Navia et Capita

Astragali – Questo gioco era costituito dall’utilizzo di alcune ossa di ovino a forma di dado. In questo caso però le facce erano solamente 4: vinceva chi metteva a segno la combinazione più diversa. Una variante del gioco invece consisteva nel lanciare queste ossa in aria per riprenderle al volo: qui vinceva chi raccoglieva più ossa.

Tessereae Lusoriae – Era un gioco simile al nostro gioco dell’oca. L’obiettivo era raggiungere una meta precisa. All’interno del gioco erano inseriti bonus e malus.

Nave o testa (Navia et Capita) – Era il nostro ‘Testa o croce’. Lo scommettitore doveva indovinare il lato che sarebbe rimasto scoperto dopo il lancio della moneta.

Gioco dei dadi (Turricola) – In questo gioco venivano lanciati solitamente due dadi alla volta. I dadi potevano avere anche 20 facce e i numeri venivano associati di solito ad alcune divinità. In base all’uscita di determinati risultati piuttosto che altri il vincitore si portava a casa la posta.

Par et dispar – Il gioco era molto simile al nostro ‘Pari e Dispari’: l’unica differenza era che lo scommettitore doveva indovinare il numero pari o dispari di sassolini nella mano dell’altro giocatore.