Maria Sestini Arcuri quando è stata ritrovata aveva la testa sfondata e il volto era  irriconoscibile per le tumefazioni.

E gli inquirenti sono sicuri che le dichiarazioni rese dal convivente ai soccorritori dell’ autoambulanza sono state giudicate per il momento contradditorie e molto dure da digerire.

Inoltre,  le scale hanno dei gradini  poco compatibili per forma ed altezza, con le ferite riportate da Maria Sestini Arcuri, la ventiseienne calabrese, deceduta dopo una lunga agonia per una emorragia celebrale causata da una probabile caduta dalle scale della casa nel centro storico di Ronciglione nel viterbese, dove stava trascorrendo il week end.

Insieme ad Andrea e Maria era presente nella casa di via Serangeli, anche la nonna ottantenne del fidanzato. La ragazza lavorava come parrucchiera in un salone di bellezza a Roma nel quartiere africano. Il luogo di quello che sembra essere stato un tragico incidente domestico, potrebbe presto trasformarsi in una scena del crimine. Il giallo sembra infittirsi e con il passare delle ore emergono elementi poco rassicuranti circa la versione dei fatti fornita inizialmente ai sanitari del 118.

Il fidanzato, pugile dilettante e assistente sanitario di professione, è indagato dalla procura di Viterbo per omicidio volontario sebbene nei suoi confronti non sia stata emessa nessuna misura cautelare.

Il titolare del locale dove i due hanno trascorso l’ultima sera di vita della ragazza ha raccontato: « Hanno discusso ma in modo civile – ha raccontato Roberto Albano. Dopo aver bevuto un bicchiere hanno ripreso la strada di casa. Lei era accigliata ed anche lui ha avuto un atteggiamento diverso dal solito.

L’ultima volta che erano stati qui il ragazzo aveva cantato per lei al Karaoke e le aveva regalato una rosa».

Il legale di Andrea Landolfi ha parlato in questi termini:« Il mio assistito è molto provato e addolorato per la morte della compagnia. Non è stato ancora interrogato e non mi risulta che abbia fatto verbalizzare o rilasciato dichiarazioni contradditorie. Attenderemo l’ esito delle indagini degli inquirenti. Nessun provvedimento di natura cautelare è stato emesso nei confronti di Landolfi. L’ apertura del procedimento penale per omicido volontario è un atto dovuto per poter compiere accertamenti tecnici irripetibili che altrimenti non potrebbero essere svolti – conclude il legale