E’ finalmente giunta a termine l’analisi costi-benefici sulla Tav Torino-Lione da parte degli esperti del Mit e il risultato è impietoso: “Il progetto presenta una redditività fortemente negativa“.

Nel documento redatto e disponibile in visione sul sito del Ministero delle Infrastrutture si legge:

Nello scenario realistico il valore attuale netto economico, ovvero il saldo tra i costi e i benefici, risulta pari rispettivamente a -6.995 milioni considerando i costi ‘a finire’ (escludendo i soldi già spesi) e a -7.949 milioni qualora si faccia riferimento al costo intero“.

La Tav avrebbe un impatto sulle finanze pubbliche degli Stati interessati superiore alla sola somma dei costi di investimento e di gestione: a questi devono infatti essere sommate le minori accise che portano il bilancio complessivo da 10 a 11,6 miliardi (flussi attualizzati) nello scenario “realistico” e a 16 miliardi in quello “Osservatorio2011“.

Da Palazzo Chigi il vice premier della Lega, Matteo Salvini, ha ha dichiarato di non aver letto ancora il dossier. “Mi riservo di vedere nel dettaglio i numeri, ma dalle prime indicazioni mi sembra che dalla farsa si è passati alla truffa“.

Manlio Di Stefano del M5S, sottosegretario agli Esteri si è espresso così in merito: “Noi non cambiamo linea perché dobbiamo fare un torto o un favore a Salvini, raccontare questa cosa è una perversione. Noi facciamo le cose che riteniamo essere giuste per i cittadini“.