La Ferrari di Formula 1 (Foto Ferrari)
La Ferrari di Formula 1 (Foto Ferrari)

F1 | Ferrari 2019, i nuovi colori nascondono un segreto tecnico

In Formula 1, spesso, la differenza tra vittoria e sconfitta è questione di dettagli infinitesimali, di millesimi di secondo, di micron. In un mondo che vive di una sofisticazione tecnologica spintissima, insomma, anche particolari tecnici che all’apparenza sembrerebbero trascurabili possono invece risultare decisivi. Perfino la vernice con cui viene dipinta la monoposto. Lo sa bene la Ferrari, che dietro il cambio di colorazione sulla nuova vettura (già da tempo anticipato) nasconde motivazioni non solo di carattere estetico, ma anche prestazionale.

La nuova Ferrari 2019 che sarà presentata venerdì 15 febbraio, infatti, avrà una livrea di una tonalità di rosso più scuro, voluta dallo sponsor Mission Winnow e pertanto simile a quella delle Ducati che, a partire da quest’anno, portano impresse gli stessi loghi in MotoGP. Ma non è solo una questione di sfumature. Le indiscrezioni trapelate da Maranello lasciano intendere anche che la finitura della carrozzeria non sarà più lucida, ma opaca, seguendo dunque una tendenza lanciata dalla Red Bull già da un paio di stagioni.

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La ricerca aerodinamica della Ferrari 2019

Questo cambiamento di look ha conseguenze più profonde di quelle che appaiano a prima vista ai non addetti ai lavori. Come regolarsi, ad esempio, per applicare i loghi degli sponsor alla livrea? Normalmente questi vengono verniciati e poi laccati sopra alla finitura lucida, a cui siamo stati abituati negli ultimi anni. Se si ricorresse ad un adesivo, invece, oltre ad aumentare (seppur impercettibilmente) il peso finale della macchina, in coincidenza con i bordi dello sticker si creerebbe una minima differenza di spessore. Dell’ordine di grandezza dei micron, certo, ma sufficiente a creare delle piccole discontinuità nel flusso d’aria e dunque a condizionare leggerissimamente l’efficienza aerodinamica della vettura.

Con una colorazione opaca, invece, i problemi aumentano. Fino ad oggi si riteneva che in questo caso gli adesivi fossero l’unico metodo sufficientemente semplice per piazzare i marchi sulla carrozzeria. La verniciatura, infatti, risulta decisamente più complicata, per via della superficie meno liscia, che presenta dei microscopici corrugamenti. Eppure sono proprio queste imperfezioni che, sul fronte aerodinamico, possono tradursi in un notevole beneficio. Per fare un esempio più comprensibile, basti pensare alle palline da golf, che per l’appunto presentano una moltitudine di fossette, studiate proprio per migliorare lo scorrimento del flusso d’aria sulla sua superficie. Non è un caso, dunque, se una squadra notoriamente ossessionata dalla ricerca della perfezione aerodinamica come la Red Bull abbia ideato questa inedita tecnica, i cui dettagli sono rimasti fino a poco tempo fa rigorosamente segreti. E non è un caso se un’altra squadra, come la Ferrari, che quest’anno è disposta a tutto pur di raggiungere quel maledetto Mondiale F1 che continua a sfuggirle, ha pensato bene di prendere ispirazione da questa soluzione. In fondo, perfino particolari come questi possono far pendere l’ago della bilancia, in una lotta così equilibrata come quella per un titolo iridato.

Fabrizio Corgnati